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L'interiezione e l'onomatopea

L'interiezione, dal latino interiectio ("parola) collocata in mezzo", è una parola invariabile che serve a esprimere emozioni, stati d'animo, sensazioni quali allegria, sorpresa, tristezza, disgusto, oppure serve a richiamare l'attenzione di qualcuno.
Osserva questo breve testo:
Uh! le anatre, le anatre!
In mezzo a quelle anatre, c'eri un uomo, ma non si capiva cosa diavolo facesse: camminava accoccolato, alzando i piedi di piatto come un palmipede, dicendo: - Quà...quà..quà..
-Ehi, tu, ti par questa la maniera d'inchinarti all'imperatore? - gli gridarono i paladini, sempre pronti a grattar rogne.

Le parole "Uh" ed "Ehi" sono interiezioni (o esclamazioni)
Le interiezioni, quasi sempre accompagnate dal punto esclamativo, non si collegano grammaticalmente alle altre parole della frase, ma spesso da sole riescono a esprimere un senso compiuto, sono, in un certo senso, delle "parole-frasi":

Uffa: che noia
Su: fatti coraggio
Puah: che schifezza
In base alla loro forma, le interiezioni si dividono in tre tipi:
Propriie: ah, ehi, ahimé, beh, ehm, puah ecc
Improprie: forza!, basta, finalmente, ottimo, bravo, ciao!, salve, andiamo! ecc.
Locuzioni interiettive: mio Dio!, Santo Cielo!, povero me!

Le onomatopee sono parole invariabili con cui la lingua cerca di imitare i suoni della realtà che ci circonda, come i versi degli animali, i rumori della natura ecc..
Nel testo abbiamo anche visto le parole "Quà..quà..quà, che imitano un suono naturale, in quel caso il verso delle anatre e sono onomatopee.
Le onomatopee riproducono i suoni della realtà : miao, bau bau, din don ecc.
Molte onomatopee che usiamo provengono dall'inglese: gulp! sigh!, wow!, sob! slup!

In analisi grammaticale le onomatopee con i suffissi (come tintinnare: tin tin) vanno considerate verbi.

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