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Concetti Chiave

  • “Marcovaldo va al supermarket” è un racconto di Italo Calvino che esplora il tema del consumismo attraverso la vita di un operaio in difficoltà economica.
  • Pubblicato nel 1963, il racconto riflette la trasformazione economica dell'Italia e il cambiamento del rapporto tra campagna e città.
  • La trama evidenzia il contrasto tra il desiderio di benessere e la realtà di una famiglia malnutrita che fatica a sbarcare il lunario.
  • Il linguaggio utilizzato è semplice e colloquiale, rendendo la narrazione accessibile e rappresentativa della vita quotidiana degli operai.
  • Calvino mette in luce le difficoltà delle persone comuni nel resistere alle pressioni del consumismo e alla ricerca di una falsa ricchezza.

Marcovaldo va al supermarket” è uno dei 20 racconti che costituiscono il libro “Marcovaldo ovvero le stagioni in città”. Calvino, importante autore neorealista, è nato nel 1923 a Cuba, ma a 3 anni tornò in Italia, a Sanremo, con la sua famiglia. Qui trascorrerà una gioventù spensierata, in quella che lui stesso definisce una città cosmopolita, frequentata da ricchi inglesi in villeggiatura. Divenne partigiano durante la II guerra mondiale e, una volta cessate le ostilità, conseguirà la laurea in lettere a Torino. Calvino viene definito come un attento e sensibile osservatore del cambiamento che investe l’Italia negli anni del miracolo economico.

Qual è il contesto storico e sociale?

La raccolta venne pubblicata nel 1963, anno clou dell’intensa fase di trasformazione economica italiana. Fin dal sottotitolo (“ovvero le stagioni in città”) Calvino coglie e sintetizza in poche parole gli aspetti cruciali dello sviluppo economico selvaggio, in particolare la trasformazione del rapporto campagna-città: la cementificazione selvaggia, la metropoli che promette il benessere e il lusso sfrenato, contrapposti a un’individualizzazione dilaganti.

La trama del racconto

Il racconto inizia affermando che la giornata è divisa in due fasce orarie: quella in cui si produce e quella in cui ci si affanna per consumare ciò che si è prodotto. Uno dei passatempi di Marcovaldo e della sua famiglia è quello di "perdersi" per i corridoi del supermercato per ammirare tutte le prelibatezze offerte. Imperativo è però il "guardare ma non toccare" perché il salario di Marcovaldo, operaio nelle misteriose industrie Sbav, permette a malapena alla famiglia di arrivare a fine mese. Ma una volta entrati nel grande magazzino è troppo difficile desistere all’invidia, tanto che Marcovaldo prende un carrello e vi infila una confezione di datteri, ma non per acquistarla, quanto per ostentare una ricchezza che non c’è e così come con qualsiasi altra squisitezza che vedeva. Quando è l’orario di chiusura una voce all’altoparlante chiede ai clienti di recarsi alle casse per pagare, Marcovaldo vede convergere tutti i suoi figli come pure sua moglie Domitilla, con i trespoli carichi quanto e più del suo. Ordina loro di rimettere a posto tutta la mercanzia che avevano preso, scatenando una disperata corsa fra gli scaffali per restituire la merce presa. Nella confusione del grande magazzino, arrivano a una zona ancora in costruzione, e, quasi senza accorgersene, su una gru. Qui Marcovaldo lascia cadere il suo carrello con i suoi familiari al seguito, mentre le sfavillanti insegne della città invitano il consumatore a comprare sempre di più per essere al passo con i tempi.

Il linguaggio e il tema del consumismo

Il linguaggio usato e lo stile sono semplici con termini quotidiani e colloquiali.

Il personaggio principale, Marcovaldo, è un povero manovale, che si trova in difficoltà nello stare al passo con i ritmi della grande metropoli. Ogni mese si ritrova a sbarcare il lunario e, come tutta la sua famiglia, è malnutrito, non si veste bene e non ha mezzi per fronteggiare i rigori dell’inverno e la calura estiva. Intorno a loro tutto è pubblicizzato e tutto è a portata di mano, basta solo allungare la mano e infilare l’articolo nel carrello, e in questo racconto si delinea perfettamente quanto sia difficile, per Marcovaldo e la sua famiglia, resistere ai dettami del consumismo imperante, creandosi un mondo di una finta ricchezza. Personalmente questo racconto mi ha colpito molto, mi ha fatto capire fino a che punto ci si possa spingere per uniformarsi alla massa e per essere quello che non si è.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto storico in cui è ambientato "Marcovaldo va al supermarket"?
  2. Il racconto è pubblicato nel 1963, durante un periodo di intensa trasformazione economica in Italia, evidenziando il cambiamento del rapporto tra campagna e città e le conseguenze del consumismo.

  3. Come si sviluppa la trama del racconto?
  4. La trama segue Marcovaldo e la sua famiglia mentre si perdono nei corridoi del supermercato, desiderando beni che non possono permettersi, culminando in una corsa disperata per restituire la merce non acquistata.

  5. Qual è il messaggio principale riguardo al consumismo nel racconto?
  6. Il racconto illustra le difficoltà di Marcovaldo e della sua famiglia nel resistere al consumismo, mostrando come la pubblicità e l'accessibilità dei beni creino una falsa impressione di ricchezza.

  7. Qual è il linguaggio utilizzato da Calvino nel racconto?
  8. Calvino utilizza un linguaggio semplice e colloquiale, rendendo accessibile il tema del consumismo e le difficoltà quotidiane di Marcovaldo.

  9. In che modo il personaggio di Marcovaldo rappresenta la classe operaia?
  10. Marcovaldo è un povero manovale che lotta per sbarcare il lunario, rappresentando le difficoltà della classe operaia nel contesto di una società consumista e in rapida trasformazione.

Domande e risposte

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