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1800

Manzoni, I Promessi Sposi
Il Romanticismo
Il romanticismo è un importante movimento letterario che nasce in Germania e si afferma alla fine del 700 e nel corso dell’800. È un movimento molto complesso e si contrappone con l’ illuminismo; per esempio l’illuminismo esaltava la ragione e il Romanticismo il sentimento. I romantici attribuiscono grande importanza all’infanzia perché in questa età si forma il carattere individuale e la sensibilità di ciascuno; infatti loro rivalutano il medioevo come l’infanzia dei popoli. Un altro tema importante è la natura che privilegia il rapporto con l’uomo e ispira sentimenti al contrario dell’illuminismo che usa la natura come campo scientifico. Il maggior esponente della prosa italiana è Alessandro Manzoni: nacque a Milano nel 1785. La situazione familiare era complessa tanto che la madre si trasferisce a Parigi e lascia il figlio al padre. Mentre Manzoni va in un collegio religioso. Nel 1809 inizia a scrivere gli inni sacri, 12 inni dedicati alle 12 feste più importanti del calendario cattolico. Nel 1821 comincia a scrivere un romanzo ambientato nel 600 tra Lecco e Milano, I Promessi Sposi: inizialmente chiamato Fermo e Lucia e poi Renzo e Lucia era la storia di due fidanzati che non potevano sposarsi per le prepotenze di un nobile arrogante. I fidanzati sono costretti a scappare, Renzo a Milano e lucia a Monza , dopo diverse avventure ed esser sopravvissuti alla peste i promessi si ritrovano e possono sposarsi da don Abbondio. Il romanzo è storico perché Manzoni collega la storia di Renzo e Lucia con gli avvenimenti reali (peste a Milano) e con personaggi storici realmente vissuti. I personaggi sono degli umili del ceto medio-basso. La lingua del romanzo era il fiorentino perché a quel tempo era la lingua più parlata in Italia. Manzoni muore nel 1874. Il maggior esponente della poesia è Giacomo Leopardi e la sua poesia più famosa è sabato del villaggio.

Verdi
Nello stesso periodo nell’ambiente musicale troviamo Giuseppe Verdi .Verdi nasce il 1813 a Parma. La sua vita si intreccia molto col risorgimento. Fin da bambino prende lezioni di musica dall’organista del paese. Gli studi musicali proseguono fino a quando un maestro professionista va ad insegnare a casa sua pagandogli studi più regolari. A 19 anni si trasferisce a Milano e va in Conservatorio ma non viene ammesso, invece diventa il principale maestro di musica del suo comune e qualche anno dopo si sposa e diventa padre di 2 figli. Nel 32 torna a Milano e con la sua prima esecuzione non ottiene molto successo. A questa delusione si aggiungono altre tre disgrazie: la morte della moglie e dei figli. Dopo un lungo periodo di crisi, Verdi scrive Nabucco che ottiene molto successo ed è forse oggi la sua opera più famosa. Nabucco racconta la storia degli ebrei contro un tiranno babilonese. Il coro và pensiero diventa un inno patriottico in cui si esprimeva la libertà degli italiani in quel periodo. Dal 1842 al 1858 considera questi anni frenetici perché farà molte esibizioni e li chiamerà anni di galera. Nel 1853 compone la trilogia popolare ossia rigoletto trovatore e traviata a cui si aggiunge anche i vespri siciliani. Nel 71 compone Aida e La forza del destino e nel 74 viene nominato senatore del primo parlamento italiano. Sempre nel 74 compone la Messa di Requeiem scritta e pensata per la morte di Manzoni. Nell’ 87 scrive la sua ultima opera , Otello confrontandosi con Shakespeare. Prima di morire Giuseppe fonda una casa di riposo per musicisti a Milano. Giuseppe Verdi muore il 27 gennaio 1901.
Il realismo e l’impressionismo
Il realismo nasce nel 1840 in Francia e poi in Italia, Germania e Russia. L’arte realista propone di far conoscere la realtà contemporanea quindi ha finalità di tipo sociale; nei quadri sono raffigurate scene quotidiane, avvenimenti politici e sfruttamenti di massa. Vengono rifiutate le regole date dalla scuola e si abbandona il chiaroscuro. L’iniziatore è Courbet: il suo percorso si riallaccia a quello seicentesco di Caravaggio, e descrive con cura ciò che vede. Egli dipinge sia figure allegoriche come la donna rappresentante la nuda verità, sia personaggi realmente vissuti come letterati o pensatori o anche gente comune. In Italia si afferma il movimento dei pittori Macchiaioli. Essi affermavano che la realtà che ci circonda può essere rappresentata attraverso Macchie di colore che consentono di cogliere la forma delle cose. Per dare forza alle immagini si accentuava il contrasto tra luce e ombra con zone di colore omogeneo cioè non sfumato. Giovanni Fattori raffigurò alcune battaglie importanti del Risorgimento italiano. Lui non descriveva scene eroiche di battaglia ma si sofferma su particolari di minore importanza. L’industria dell’edilizia ha una svolta quando si iniziano ad usare nuovi materiali per costruire come il ferro, la ghisa ed il vetro. Oggi ricordiamo come principale struttura in ferro la Tour Eiffel a Parigi che oggi è il monumento più visitato al mondo ed in Italia troviamo la Mole Antonelliana a Torino costruita da Alessandro Antonelli, progettata come sinagoga ma oggi destinata al museo del cinema e la ritroviamo stampata sui due centesimi italiani. Negli anni 60 prende avvio l’impressionismo in cui gli artisti vogliono riprodurre il paesaggio naturale o urbano così come è definito dalla luce. Gli esponenti sono Monet, Renoir, Degas, Cézanne e Sisley. Si dipingeva con pennellate veloci in modo dare movimento alle immagini, i colori vengono disposti puri sulla tela ed il principale studio degl’impressionisti era luce che cambiava sempre a seconda delle condizioni atmosferiche e del punto di vista. Sisley si dedicò all’osservazione della natura e l’acqua era il suo elemento naturale preferito per i suoi riflessi, il gioco delle luci e questo effetto rendeva tanto imprecise le immagini di alberi e case che si fondevano. Monet si recò giovane a Parigi ed inizio a studiare il realismo di Courbet poi si interessò ai colori per accentuare la luminosità; sfrutto quindi l’effetto della dilatazione di un colore caldo su uno sfondo freddo. Renoir rappresentava spesso gruppi di figure all’aperto nelle via di città o in riva alla Senna. Lui usava piccole macchie di colore ma allungate e disposte in una stesura più fitta. Degas apparteneva ad una classe più agiata e fu attratto alla mondanità e nei suoi quadri predilesse soggetti ripresi interni. I soggetti sono sfumati resi con soffici pennellate ma lo stesso non rinuncia ad usare la linea nei suoi dipinti.
L’Unità d’Italia
Nello stesso periodo (1810-1820) in Europa vagavano idee liberali e si voleva imporre una Restaurazione. In Italia si optava per l’ unione e si trovavano due tipi di liberali:
• I moderati che volevano la monarchia costituzionale
• I democratici che volevano la repubblica, in cui ci fosse il suffragio universale, e si praticasse il libero mercato.
In tutta Europa si formano società segrete che danno il via ai moti rivoluzionari. I più importanti sono quelli del
• 20-21 in Spagna, Portogallo, Grecia, Italia e America Latina. Solo la Grecia nel 1829 e alcune colonie dell’America latina ottengono l’indipendenza.
• 30-31 in Polonia, Germania e Italia falliscono, mentre in Francia il re fugge e si attua una monarchia borghese, il Belgio ottiene l’indipendenza dall’Olanda, in Spagna il re concede la Costituzione. Anche se in Italia falliscono, questa volta i moti non interessano solo pochi intellettuali ma anche gente comune (Giovine Italia di Mazzini).
• 48in Austria e Germania viene concessa la Costituzione, in Ungheria si ottiene l’indipendenza dall’Austria, in Italia nel regno di Sardegna viene istituito lo statuto albertino, Venezia diventa repubblica, a Milano ( CINQUE GIORNATE) , Modena e Parma ottengono l’indipendenza dai ducati.
In questi anni si erano fatte tre idee di Italia unita. Gioberti e Cattaneo volevano un’ Italia divisa in stati guidati dal Papa secondo Gioberti e guidati da un Parlamento secondo Cattaneo . Cavour invece pensava ad un’Italia unita guidata da un re. Nel 48 scoppia la prima guerra d’indipendenza che si conclude con un armistizio tra Austria e Italia. Nel 59 scoppia la seconda guerra d’indipendenza in cui partecipa anche Garibaldi e si ha l’aiuto dalla Francia. La guerra finì con la vittoria dell’Italia in Piemonte. Così una volta liberato il nord rimaneva da liberare il sud dal Regno delle due Sicilie. Garibaldi allora si convinse e con l’assenso di Vittorio Emanuele II organizzò segretamente la spedizione dei Mille. Garibaldi partì da Quarto(Genova) con i volontari e leggendari Mille. Sbarcò a Marsala e nonostante fossero molto meno dei soldati borbonici, li sconfissero a Calatafimi. Dopo Garibaldi trovo circa 15 000 volontari siciliani e in pochi giorni i Mille riuscirono ad entrare a Palermo. Andava tutto bene ma c’erano delle incomprensioni fra garibaldini e siciliani. I primi volevano l’unificazione della Penisola i secondi la spartizione delle terre dei contadini e una rivoluzione sociale. Intanto Garibaldi prosegui fino a Milazzo e arrivò ai piedi della Calabria e in modo astuto fece andare qualche soldato dal lato ovest in modo che i borboni li attaccassero da quel lato mentre tutto il resto delle camicie rosse prendesse dal lato opposto. L’avanzata dei Mille continua fino a quando arrivarono a Napoli e scacciarono definitivamente i Borbone . Il 17 Marzo 1861 si riunì il primo parlamento e venne nominato Vittorio Emanuele II re d’Italia. Garibaldi è chiamato anche l’eroe dei due mondi non solo perché libero il sud Italia ma anche per le guerre d’indipendenza in alcuni stati dell’ America Latina come in Uruguay e restò anche prigioniero in Argentina .
L’Argentina e l’America latina
L'Argentina è uno Stato dell'America meridionale. Confina a ovest e a sud con il Cile, a nord con la Bolivia e il Paraguay, a nord-est con il Paraguay e il Brasile, a est con l'Uruguay e l'Oceano Atlantico. Oltre un terzo della popolazione è concentrato nella capitale Buenos Aires. E’ una repubblica federale composta da 23 province . Oggi l'Argentina è uno stato dal forte sviluppo economico. I suoi circa 40 milioni di abitanti godono di un indice di sviluppo umano e qualità della vita che pone la nazione come una delle più sviluppate dell'America. Il nome "Argentina" deriva dal latino argentum (argento). Quando i primi conquistadores spagnoli scoprirono il Río de la Plata rimasero sbalorditi dai suoi riflessi argentei e da alcuni ricchi ritrovamenti di argento(infatti in Spagnolo, Rio de la Plata significa proprio Fiume dell'Argento). Il territorio si potrebbe dividere in tre aree principali:
1. Le pianure orientali (il Chaco, la Mesopotamia e la Pampa)
2. La Patagonia che comprende anche l’arcipelago della Terra del Fuoco
3. La Cordigliera delle Ande
L’ Argentina è attraversata da molti fiumi ma il più grande è il Paranà ed il più grande lago il Mar Chiquita. La montagna ed anche il vulcano più alto è l’Aconcagua e lo è per tutta l’America sia del nord che del sud. Il clima è prevalentemente temperato tranne per la Terra del Fuoco dove il clima è polare. La popolazione deriva per il 90 % di Europei soprattutto italiani e spagnoli infatti 25 milioni di argentini hanno almeno un antenato italiano solo il 7 % sono Amerindi. La lingua ufficiale è lo spagnolo e la seconda lingua è l’italiano con più di 2 milioni di persone che lo parlano. Gli abitanti si trovano per lo più nella parte est dell’Argentina e nella provincia di Buenos Aires che comprende un terzo della popolazione. Le altre citta più importanti sono Cordoba (secondo centro commerciale e industriale), Santa Fe(città natale di Messi) e Mendoza (principale produttore di vino del paese). L'Argentina è uno dei primi paesi al mondo per produzione agricola e per allevamento, in particolare di bovini e ovini. I principali prodotti agricoli sono la soia, il mais, il frumento. L'Argentina possiede una considerevole quantità di petrolio e gas che insieme alla produzione di soia e l'industria metal-meccanica costituisce la base dell'economia argentina. Il settore secondario non è molto sviluppato mentre nel settore terziario è molto sviluppato il turismo che corrisponde al 10 % del pil ; n Buenos Aires è un centro finanziario e sede di un importante Borsa valori. L’ America Latina si trova nell’emisfero australe e rappresenta il 4 % della superficie terrestre. Qui troviamo le più alte cascate del mondo, il Salto Angel , e il più grande fiume del mondo, il Rio delle Amazzoni, e la più lunga catena montuosa, le Ande, il deserto più secco, il deserto di Atacama, la più vasta foresta pluviale, l'Amazzonia, la più alta capitale, La Paz in Bolivia e la città più a meridione, Porto Toro in Cile. Le principali risorse minerarie sono oro, argento, rame, ferro, stagno e petrolio. Le foreste dell'Amazzonia comunque posseggono un elevato livello di biodiversità. Le lingue più parlate sono lo spagnolo ed il portoghese seguita francese ed inglese. Il paese di gran lunga più grande del Sudamerica, sia in termini di superficie che di popolazione, è il Brasile, seguito dall'Argentina. Il clima è tropicale e al nord più equatoriale anche se lungo migliaia di chilometri si alternano flora e fauna diversa.
Darwin e l’Evoluzione
L’America meridionale fu il luogo dove Darwin stese più a lungo durante il suo viaggio. Charles Darwin è il naturalista padre della moderna teoria dell’evoluzione. La prima teoria evolutiva fu formulata da Lamarck nel 1801. Lui era convinto che la natura avesse prodotto le varie specie cominciano con quelle più semplici ed imperfette per finire con le più complesse e perfette. Lamarck spiegava l’evoluzione in due principi :
1. L’ uso continuo e frequente di un organo fa in modo che l’organo si sviluppi e s’ ingrandisca, mentre il non uso costante provoca un indebolimento di quell’organo e lo porti a scomparire.
2. I caratteri acquisiti con l’uso o il disuso possono essere trasmessi alla discendenza e quindi ereditati dalle generazioni future.
Darwin invece a ventidue anni gli fu proposto di partecipare a un viaggio intorno al mondo, con mansioni di naturalista a bordo di una delle più grandi navi del mondo a quei tempi. Il viaggio durò 5 anni, durante i quali compì osservazioni geologiche, zoologiche, botaniche e paleontologiche che trascrisse nei suoi appunti, e raccolse una gran quantità di materiale che servì per elaborare la sua teoria sull’evoluzione della specie. Darwin si convinse che la natura avrebbe potuto dare origine alle varie specie attraverso una selezione naturale. Capì che questa selezione dipendeva da dei fattori limitanti: la disponibilità di cibo, di spazio, di acqua , il clima e i predatori. Un’ esempio classico sulla teoria dell’evoluzione è quello della giraffa che puo essere rappresentato in 4 punti:
• In origine esiste una popolazione di giraffe che presenta una certa variabilità nella lunghezza del collo.
• Le giraffe con il collo lungo hanno un vantaggio rispetto alle altre: possono nutrirsi anche dalle foglie più in alto se le foglie basse scarseggiano.
• Questo vantaggio fa si che le giraffe a collo lungo abbiano piu probabilità di riprodursi trasmettendo ai figli il carattere collo lungo.
• Di generazione in generazione questo vantaggio fa in modo che il carattere collo lungo fissi nella popolazione.
In sud America ebbe il modo di studiare l’isolamento geografico. Esso si ha quando le popolazioni di una stessa specie si separano a causa di barriere geografiche e ciò favorisce la formazione di nuove specie. Un meccanismo simile si verificò anche nei fringuelli delle Galapagos. Prima i fringuelli si trovarono tutti in una isola, in seguito un gruppo migrò in una seconda dove trovò un ambiente diverso e gli individui idonei a quell’ambiente poté riprodursi sempre di più finche si formò una nuova specie e non si potevano accoppiare con i fringuelli della prima isola. Si pensa dunque che le successive migrazioni nelle altre isole abbiano dato origine alle varie specie note oggi; Darwin ne osservo lì circa 15.

Le musée d’Orsay est l’un de plus célèbres musées au monde. Il est situé à Paris, sur la rive gauche de la Seine. Son originalité s’affirme par son installation dans un batiment inattendu, une ancienne gare en bordure de Seine, face au jardin des tuileries et au musée du Louvre. La gare d’Orsay est inaugurée le 14 julliet 1900. En 1939, les grandes lignes de chemin de fer sont abandonnées car les vois ferrées sont devenues trop courtes. Les installation de la gare d’Orsay deviennent inutiles. En mai 1958, le général de Gaulle fait une conference de presse dans la salle des fetes de l’hotel de la gare. La SNCF decide la mise en vente du batiment de la gare pour éviter sa demolition. Le president Valéry Giscard d’Estaing reprend l’idée d’installer un musée du XX siècle dans l’ancienne gare. Le musée est destiné à recevoir les collections nationales, dispersées dans les autres musées.
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