Secondo il World Economic Forum, entro il 2030 il 59% dei lavoratori avrà bisogno di aggiornare o riconvertire le proprie competenze. In questo scenario, crescerà il peso di IA, big data e cybersecurity, ma diventeranno decisive skill profondamente umane come pensiero critico e analitico, capacità di adattamento, collaborazione, comunicazione e lavoro in team.
Basterebbe già questo dato per capire che chi vuole fare startup oggi deve attrezzarsi in modo diverso rispetto al passato. L’idea brillante conta, certo, ma non basta più avere un’intuizione forte, un portatile e un garage (come nei 90’s) per arrivare all’obiettivo.
Serve saper leggere un mercato, capire se esiste davvero un bisogno, costruire un modello sostenibile, usare i dati, conoscere gli strumenti digitali, trovare finanziamenti, parlare con investitori e trasformare un progetto in qualcosa che possa reggere fuori dalla teoria.
Proprio da qui è partita la tappa di Build Your Future, il programma di Intesa Sanpaolo dedicato ai grandi trend che stanno trasformando economia, società e lavoro, ospitata alla LIUC – Università Cattaneo durante la Settimana dell’Innovazione.
Un appuntamento che ha coinvolto oltre 300 studenti e che ha acceso i riflettori proprio sulle nuove competenze: imprenditorialità e impatto dell’intelligenza artificiale, ma anche su blue economy, space economy, life science e trasformazioni del mercato del lavoro.
C’eravamo anche noi di Skuola.net, per raccontare da vicino una giornata in cui ragazze e ragazzi hanno potuto ascoltare, lasciarsi ispirare dalle personalità presenti e scoprire quali sono i gli attuali - e futuri - trend del mondo del lavoro.
Indice
- Leggere i trend trasformativi: dalla Blue Economy all’Intelligenza Artificiale
- Dalla teoria ai contesti reali: il ruolo dell’università
- IA, dati e sostenibilità: quando l’innovazione diventa concreta
- Come si progetta un’impresa sostenibile?
- Dall’idea all’impresa: perché non vince solo chi parte meglio
- Passione, resilienza e scelte: trasformare un interesse in una direzione professionale
- Gli studenti: “Usare l’IA senza spegnere il pensiero critico”
- Come partecipare agli eventi di Build Your Future
Leggere i trend trasformativi: dalla Blue Economy all’Intelligenza Artificiale
Il primo passo, per chi oggi sta scegliendo la propria strada, è imparare a leggere il contesto. Non in modo generico, ma osservando quei grandi fenomeni che stanno già cambiando il modo in cui viviamo, lavoriamo, produciamo e immaginiamo le nuove professioni.
A spiegarlo è la Dottoressa Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo:
“Innanzitutto gli studenti devono imparare a leggere il contesto attuale, che è fatto sicuramente di trend trasformativi dell’economia e della società, rappresentati dalla Blue Economy, dai fondali marini, dalla Space Economy, dalla Global Health e poi, ovviamente, dalle nuove tecnologie, quindi dalla digitalizzazione accelerata dall’Intelligenza Artificiale. Ci tengo a sottolineare anche l’importanza delle competenze trasversali e delle soft skill.”
Il messaggio è chiaro: per uno studente oggi non è importante solo scegliere un corso di studi o una professione, ma capire quali settori stanno crescendo, quali bisogni stanno emergendo e quali competenze saranno sempre più richieste. Perché dietro parole come Blue Economy, Space Economy o Global Health ci sono nuove filiere, nuovi lavori e nuovi modi di costruire valore.
Dalla teoria ai contesti reali: il ruolo dell’università
In questo scenario, l’università ha un compito decisivo: aiutare gli studenti a rendere il futuro meno astratto. Non basta trasmettere nozioni o modelli teorici. Bisogna creare occasioni in cui quelle conoscenze possano essere messe alla prova.
Lo sottolinea la Prorettore Chiara Mauri della LIUC – Università Cattaneo:
“Il problema qual è? Una volta insegnate le teorie, bisogna portare gli studenti ad applicarle in contesti reali, applicare la teoria e vedere se la teoria è verificata o contraddetta dall’applicazione pratica.”
È un passaggio fondamentale, soprattutto quando si parla di startup, innovazione e imprenditorialità. Perché un’idea può sembrare solida sulla carta, ma cambiare completamente quando incontra un mercato o un problema tecnico.
IA, dati e sostenibilità: quando l’innovazione diventa concreta
Tra i temi centrali dell’evento c’è stato anche il rapporto tra Intelligenza Artificiale, dati e sostenibilità. Spesso se ne parla in modo astratto, ma le applicazioni sono molto più concrete di quanto sembri: energia, agricoltura, mobilità, gestione delle risorse, processi produttivi.
Aurelio Ravarini, Professore Ordinario e Delegato del Rettore per l’Innovazione Didattica e l’Interdisciplinarità, LIUC – Università Cattaneo, ha portato alcuni esempi molto chiari:
“Si parla di smart grid, cioè la possibilità di sfruttare il modo in cui le organizzazioni, le aziende e i privati utilizzano l’energia elettrica per ridirezionare e ritarare opportunamente i sistemi che distribuiscono energia elettrica.
Un secondo ambito è quello dell’agricoltura, perché la possibilità di avere tanti sensori distribuiti dove si coltiva permette di avere la massima resa possibile di questi terreni. Un terzo ambito ulteriore è quello della mobilità.”
L’AI, dunque, può essere uno strumento capace di rendere più efficienti e sostenibili sistemi complessi. Le smart grid possono aiutare a distribuire meglio l’energia, così come i sensori in agricoltura possono migliorare la resa dei terreni e ridurre sprechi e i dati sulla mobilità possono contribuire a progettare spostamenti più intelligenti.
Come si progetta un’impresa sostenibile?
Parlare di impresa oggi significa anche parlare di sostenibilità. Ma non come etichetta da esibire quando fa comodo: una realtà imprenditoriale sostenibile deve integrare questi principi nella propria strategia, nei propri obiettivi e nel proprio modo di prendere decisioni.
Ma come si può essere davvero progettare un’impresa sostenibile? Lo ha spiegato molto bene Andrea Urbinati, Professore Associato e Co-Direttore Green Transition Hub, LIUC – Università Cattaneo:
“Bisogna integrare i principi ESG, quindi environmental, social e governance, all’interno della strategia d’impresa. La sostenibilità non deve essere più qualcosa di accessorio, ma va integrata proprio nella definizione degli obiettivi che l’azienda intende perseguire.”
Questo vale ancora di più per chi immagina di costruire una startup. Un progetto innovativo non può limitarsi a essere tecnologicamente interessante: deve chiedersi quale impatto produce, quali problemi risolve, come usa le risorse, quale rapporto costruisce con le persone e con il territorio.
Dall’idea all’impresa: perché non vince solo chi parte meglio
Uno dei passaggi più complessi, per chi vuole fare impresa, è trasformare un’idea tech in un progetto reale. Avere un’intuizione è solo l’inizio. Poi arrivano la prototipazione, gli errori, i tentativi, le correzioni, il confronto con utenti e investitori, la ricerca di un modello sostenibile.
Su questo punto, Riccardo Castagno, Founder di ValerIA, ha insistito su un aspetto molto concreto: la persistenza.
“La sfida è riuscire a trasformare il problema in un’idea, trasformare quello che si realizza e si pensa all’interno della propria esperienza, e riuscire a crearlo. Non è chi ha l’idea migliore che resiste, ma chi persiste abbastanza per farlo diventare reale.”
Passione, resilienza e scelte: trasformare un interesse in una direzione professionale
Accanto alle competenze tecniche, resta centrale anche la capacità di riconoscere le proprie passioni e trasformarle in una direzione concreta. Tracciando un percorso fatto di scelte, competenze, continuità e capacità di restare dentro un ambito abbastanza a lungo da poter dare un contributo reale.
Lo ha raccontato Marco Guazzoni, Direttore Sostenibilità di Vibram:
“Il fatto di avere la resilienza e la capacità di stare nel mio mondo, poter portare contributo di conoscenza e di competenza, fare delle scelte è quello che comunque ha fatto la differenza nella mia carriera professionale.”
Gli studenti: “Usare l’IA senza spegnere il pensiero critico”
A rendere più concreto il senso dell’incontro sono state anche le riflessioni degli studenti al termine dell’evento. L’Intelligenza Artificiale è già entrata nel loro modo di studiare, cercare informazioni, scrivere, organizzare idee. La sfida, però, è usarla come supporto e non come sostituto del ragionamento.
E c’è chi si porta a casa diversi spunti, come una studentessa che ha fatto luce su un aspetto non di poco conto: “Come posso scrivere nel miglior modo possibile un prompt, in modo tale da poter utilizzare l’Intelligenza Artificiale non a sostituzione della mia intelligenza, ma come un compagno di studio.”
Un altro studente ha messo invece l’accento sull’importanza del pensiero critico:
“Bisogna riuscire sempre ad avere un pensiero critico. E quest’oggi ho visto che questo è veramente interessante e importante per avere un portafoglio di informazioni il più completo possibile in un futuro.”
Come partecipare agli eventi di Build Your Future
Le tecnologie cambiano, i lavori cambiano, le competenze richieste cambiano. Ma per comprendere meglio il futuro servono strumenti, metodo e capacità di leggere quello che accade. Il tour di Build Your Future, in questo senso, sta provando a dare agli studenti una mappa per iniziare a interpretare il futuro.
E quello che hai letto è solo un assaggio di ciò che Build Your Future ha da offrire. Il programma, che finora ha coinvolto oltre 40mila studenti delle scuole superiori e dell'università, offre un calendario ricco di appuntamenti dedicati alle grandi trasformazioni del mondo del lavoro e alle professioni che verranno.
Se vuoi capire come muoverti tra i mestieri di domani e le competenze più ricercate, il punto di partenza è questo: cerca online le date del tour nella tua città o nel tuo ateneo. Tutte le informazioni su luoghi, orari e modalità di partecipazione sono reperibili anche attraverso i portali Informagiovani o i siti delle università coinvolte.
Vuoi invece portare la tua classe o la tua scuola? Ancora più facile: scrivi a look4ward@intesasanpaolo.com indicando il nome dell'istituto e il numero di studenti, oppure compila il modulo disponibile sul sito dell'università o dell'ente ospitante.
Pochi passaggi per entrare a far parte del programma che accompagna i giovani nella costruzione del loro futuro, a partire da ciò che sta già cambiando il presente.
Nessuno può dire cosa ha in serbo per te il futuro, però con giornate come questa puoi iniziare a capire quali strade esistono, quali competenze ti servono e quali scelte possono avvicinarti al domani che immagini. Scopri il programma di eventi di Build Your Future di IntesaSanpaolo.