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Con l'approvazione definitiva del Decreto Legge 127/2025 (convertito nella Legge 164), il mondo della scuola affronta una vera e propria rivoluzione che entra pienamente in vigore per la Maturità 2026.

Il provvedimento non si limita a ritoccare la superficie, ma modifica la struttura delle commissioni, i criteri di assegnazione dei voti, l'impatto della condotta e persino la terminologia ufficiale. Ecco la guida completa a tutto quello che c'è da sapere per non farsi cogliere impreparati.

Indice

  1. Addio "Esame di Stato", torna ufficialmente la "Maturità"
  2. Commissioni più "snelle": si passa a 5 membri
  3. Stop ai rifiuti dell'orale: sanzionate le "scene mute"
  4. Bonus: la strada si fa più ripida
    1. La stretta sui punti Bonus 
  5. L'impatto del voto in condotta 
  6. Colloquio a 4 materie

Addio "Esame di Stato", torna ufficialmente la "Maturità"

Il primo cambiamento è di matrice squisitamente culturale. La dicitura burocratica "Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione" viene ufficialmente archiviata da tutti i testi normativi. Al suo posto ritorna il termine storico di "Esame di Maturità".

Insieme a questo cambio semantico, si registra anche il tramonto della sigla PCTO: i percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento vengono ufficialmente ridenominati "Formazione scuola-lavoro".

Commissioni più "snelle": si passa a 5 membri

Una della novità più d'impatto per la gestione logistica delle scuole riguarda la composizione delle commissioni d'esame. Per ottimizzare la macchina organizzativa, l'organico viene ridotto da sette a cinque membri totali.

La nuova struttura (prevista per una commissione ogni due classi) è così ripartita:

 Il decreto stanzia fondi dedicati a una formazione specifica per i docenti. A partire dall'anno scolastico 2026/2027, aver frequentato questi corsi diventerà un titolo preferenziale per essere nominati commissari d'esame.

Stop ai rifiuti dell'orale: sanzionate le "scene mute"

Il DL 127/2025 introduce una regola ferrea per contrastare il fenomeno degli studenti che, forti di un ottimo punteggio accumulato tra crediti e scritti, decidevano di non presentarsi al colloquio o di fare scena muta intenzionale, "accontentandosi" del punteggio minimo.

Attraverso l'inserimento del comma 2-bis all'art. 12 del d.lgs. 62/2017, la legge stabilisce che l'esame di maturità è validamente sostenuto solo se il candidato svolge regolarmente TUTTE le prove previste (sia i due scritti sia il colloquio orale). Niente più calcoli matematici per saltare l'orale, pena la non validità dell'intero esame.

Bonus: la strada si fa più ripida

Il sistema dei punteggi complessivi resta basato sulla combinazione di crediti del triennio (fino a 40 punti) e prove d'esame (fino a 60 punti, divisi in 20 per il primo scritto, 20 per il secondo e 20 per l'orale). Tuttavia, l'asticella per raggiungere l'eccellenza è stata notevolmente alzata.

La stretta sui punti Bonus 

I criteri per i voti più alti e l'accesso ai punti integrativi subiscono una forte contrazione rispetto al passato:

  • Punti Bonus della Commissione: Si passa da un massimo di 5 punti a un limite massimo di 3 punti extra.

  • Requisito minimo per il Bonus: In precedenza bastavano almeno 30 crediti e 50 punti alle prove. Ora, per accedere al bonus, è necessario aver già raggiunto un punteggio pre-bonus di almeno 90 punti.

L'impatto del voto in condotta 

Il comportamento dello studente assume un peso specifico senza precedenti nell'attribuzione del voto finale e nelle modalità di svolgimento dell'orale:

  • Per blindare i 40 crediti massimi: Diventa indispensabile aver ottenuto un voto in condotta pari o superiore a 9.

  • Ammissione con il 6 in condotta: Chi viene ammesso con la sufficienza minima in comportamento dovrà affrontare uno sforzo supplementare. In sede d'orale sarà obbligato a presentare e discutere un elaborato critico aggiuntivo su un tema assegnato dal consiglio di classe riguardante la cittadinanza attiva e solidale.

Colloquio a 4 materie

Inoltre, lo stesso colloquio orale si concentrerà in modo stringente su quattro discipline, con l'obiettivo di accertare il profilo educativo globale, il grado di responsabilità e la reale maturità trasversale raggiunta dal candidato.

Scompare la vecchia modalità di avvio basata sul sorteggio delle buste o dei materiali. Il colloquio (che ha una durata complessiva tra i 40 e i 60 minuti) inizia con una riflessione personale e autonoma del maturando sul proprio percorso scolastico e di crescita.

In questa fase, la commissione ha l'obbligo di consultare e utilizzare il Curriculum dello Studente. Le esperienze inserite dal candidato (attività extrascolastiche, certificazioni linguistiche o informatiche, passioni sportive o culturali) non sono più un semplice allegato formale, ma diventano la traccia da cui lo studente deve partire per dimostrare la propria consapevolezza e le scelte future.

 

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