
Ottimizzare i tempi a pochi giorni dalla Prima Prova della Maturità 2026 è utile, se non fondamentale. Per questo, la prima regola d'oro è sapere quali autori NON ripassare, specialmente per l'analisi del testo.
Insomma, se si punta alla tipologia A è inutile perdere ore su Petrarca, Boccaccio o Machiavelli: le linee guida del Ministero, infatti, circoscrivono la scelta della traccia a un periodo storico ben preciso.
Eliminare il superfluo vi permetterà di concentrarvi solo su ciò che ha reali possibilità di uscire. Ecco la mappa per non sprecare preziose energie.
Indice
Il taglio cronologico della Tipologia A: gli autori da depennare dal ripasso
Se il vostro obiettivo è blindare l'analisi del testo (sia per la traccia di prosa che per quella di poesia), potete tirare un enorme sospiro di sollievo: tutti gli autori antecedenti alla metà dell'Ottocento sono da NON ripassare.
Le regole ministeriali stabiliscono infatti che i testi d'esame debbano essere selezionati esclusivamente nel periodo che va dall'Unità d'Italia ai giorni nostri, sempre rispettando il programma di quinto superiore.
Di conseguenza, potete tranquillamente sfoltire i vostri faldoni di studio. Ecco chi potete escludere per la Tipologia A:
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I pilastri del Trecento e del Quattrocento.
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I grandi nomi dell’Umanesimo, del Rinascimento e del Barocco.
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Gli autori dell'Illuminismo e del Neoclassicismo italiano.
Il vostro sforzo per questa tipologia deve concentrarsi obbligatoriamente dalla metà dell'800 in poi. Via libera quindi al ripasso intensivo di Verga, Pascoli, D'Annunzio, Pirandello, Svevo, Ungaretti, Montale, Saba e le voci del secondo Novecento.
Tipologia B e C: dove i grandi del passato possono ancora tendere un agguato
Attenzione, però, a non cantar vittoria troppo presto. Se è vero che per la Tipologia A il passato remoto della letteratura è fuori gioco, il discorso cambia radicalmente per il testo argomentativo (Tipologia B) e per il tema d'attualità (Tipologia C).
In questi contesti, i brani di partenza o gli spunti di riflessione proposti dal Ministero possono derivare anche da autori molto più indietro nel tempo.
Un pensiero di Machiavelli sulla politica, una riflessione di Leopardi sulla natura o un testo di Galileo sulla scienza possono essere utilizzati come trampolino di lancio per analizzare problemi moderni e contemporanei.
Ma è anche vero che queste tipologie non richiedono una conoscenza approfondita degli autori: gli studenti in questo caso devono concentrarsi più sull’argomento proposto e sul discorso specifico.
Da qui arriviamo al consiglio generale: anche se lo studio principale deve focalizzarsi sul programma di quinto anno, è di vitale importanza fare un ripasso generale dei concetti chiave degli autori fondamentali dei secoli precedenti.
Rimanere totalmente "scoperti" su autori cardine rischia di farvi mancare i riferimenti culturali necessari per argomentare un tema in modo maturo e approfondito.
Il "caso" Dante Alighieri: escluso dall'analisi, ma pilastro inevitabile
Un discorso a parte, quasi paradossale, va fatto per il Sommo Poeta. Sulla carta, Dante Alighieri è escluso a priori dall'analisi del testo della prima prova, proprio per la barriera cronologica dell'Unità d'Italia. Tuttavia, il fondatore della lingua italiana si trova in una sorta di zona di confine molto sfumata.
Dante, infatti, fa parte a tutti gli effetti del programma di quinto anno con lo studio del Paradiso. Inoltre, a sua centralità assoluta nella cultura nazionale impone di non ignorarlo durante il ripasso finale per due motivi strategici:
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Termine di paragone universale: Dante è la colonna vertebrale della nostra letteratura; moltissimi autori successivi (anche del Novecento, come Montale o Luzi) lo citano o ne subiscono l'influenza in modo diretto.
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Aggancio culturale per i temi: la sua figura e le sue visioni (dalla giustizia alla politica, fino alla natura umana) possono essere tirate in ballo come punto di riferimento ideale in qualunque traccia di Tipologia B o C.
Insomma, non perdetevi nei meandri della parafrasi letterale del Paradiso, ma tenete bene a mente i suoi concetti chiave e la sua eredità culturale: potrebbero rivelarsi l'asso nella manica per impressionare la commissione.