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Proposizioni Principali con il Congiuntivo

Il Congiuntivo si trova nelle Proposizioni Principali nei seguenti casi:

1. Congiuntivo optativo o desiderativo
2. Congiuntivo potenziale
3. Congiuntivo dubitativo
4. Imperativo negativo


1) Il congiuntivo optativo o desiderativo si presenta con “Utinam” e tutti e quattro i tempi.

Utinam + cong. pres.

[math]\to[/math]
esprime un desiderio realizzabile nel presente. Si trduce con: "Voglia il cielo che io possa..."
Utinam + cong. perf.
[math]\to[/math]
esprime un desiderio realizzabile nel passato. Si trduce con: "Voglia il cielo che abbia potuto..."
Utinam + cong. imperf.
[math]\to[/math]
esprime un desiderio irrealizzabile nel presente. Si trduce con: "Voglia il cielo che potessi..."
Utinam + cong. piucch.
[math]\to[/math]
esprime un desiderio irrealizzabile nel presente. Si trduce con: "Voglia il cielo che avessi potuto..."


Utinam possem mutos etiam ab inferis excitare.

[math]\to[/math]
Volesse il cielo che io potessi strappare molti agli inferi (è irrealizzabile).


Vi è una “consecuzio tempo” ovvero c’è una stretta correlazione tra le frasi principale e secondaria, come con il “cum narrativo casuale”.
Inoltre questa costruzione anticipa il periodo ipotetico.

2) Il congiuntivo potenziale indica una potenzialità, una possibilità perchè il congiuntivo è il tempo della soggettività.

Congiuntivo potenziale si forma con:
cong. pres. o cong. perf.

[math]\to[/math]
possibilità nel presente
cong. imp.
[math]\to[/math]
possibilità nel passato


Spesso il soggetto è impersonale.

Aliquis dicat. / Aliquis diceret.

[math]\to[/math]
Qualcuno potrà/potrebbe dire/direbbe.


3) Nel congiuntivo dubitativo, usato nelle frasi interrogative dirette, si da l’idea del dubbio. Per rendere il dubbio in italiano devo usare il condizionale del verbo dovere. Per la prima persona potrei anche rendere il verbo latino col futuro.

Quid Tomae faciam?

[math]\to[/math]
Che cosa dovrei fare a Roma? o Che cosa farò a Roma?


Ciò accade quando nella frase latina il verbo è al presente (o al futuro). Se invece è al congiuntivo imperfetto col condizionale passato:

Quid agerem iudices?

[math]\to[/math]
Che cosa avrei dovuto fare coi giudici?


4) L’imperativo negativo si può formare con:

- noli / nolite + infinito. Noli e nolite vengono tradotti con il “non” e il plurale si riflette sull’infinito.

Noli me tangere.

[math]\to[/math]
Non mi toccare.
Nolite me tangere.
[math]\to[/math]
Non mi toccate.


- NE + perfetto del congiuntivo.

Ne feceris. Peristi, si intrassis intra limen.

[math]\to[/math]
Non farlo. Sei spacciato se varcherai la soglia. Moriresti, se tu l’oltrepassasti.


- cave / cavete.

[math]\ [/math]
Cave canem.
[math]\to[/math]
Attenti al cane.


Altri esempi

Nolite iudices, per vos, per liberos vestros, inimices meis dare letitiam.

[math]\to[/math]
Non date o giudici, per voi e per i vostri figli, gioia ai nemici.


Si, me absente, Alcesimarcus veniet nolito acriter eum inclamare... ne quid, quod illi doleat, dixerit.

[math]\to[/math]
Se, in mia assenza, Alcesimarco verrà non rimproverarlo con asprezza... non direte qualcosa che possa recargli dolore.


Quid potueris pro iis dicere? Ne vivam si scio.

[math]\to[/math]
Cos’avresti potuto dire a favore di quelli? Se avessi saputo non sarei vissuto. Letteralmente: non vivrò se so... non ha senso.


Nihil ignioberis nihil gratiae causa feceris, misericordia conmotus ne sis.

[math]\to[/math]
Non perdonare, non usare indulgenza e non essere mosso da misericordia. (imperativo negativo con nihil – Cicerone).


Cave putes quicquam esse verius.

[math]\to[/math]
Attento a credere che qualunque cosa sia molto vera.


Hunc ego non diligam? Non admirer?

[math]\to[/math]
Io non dovrei amare costui? Non dovrei ammirarlo? Non perdonare, non usare indulgenza e non essere mosso da misericordia. (imperativo negativo con nihil – Cicerone).

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