Concetti Chiave
- Il dativo di possesso in latino si riconosce in frasi come "Mihi liber est", con una struttura fissa: Dativo – Nominativo – Verbo essere.
- La traduzione letterale di queste frasi non è del tutto corretta; il senso corretto è che il dativo diventa soggetto e il verbo essere si trasforma in "avere".
- Lo schema di traduzione fissa è: Dativo (latino) diventa soggetto (italiano), Nominativo diventa complemento oggetto, e il verbo essere diventa "avere".
- È consigliabile iniziare traducendo in modo letterale per apprendere la struttura, poi correggere con la traduzione appropriata in italiano.
- Durante la traduzione, è fondamentale identificare correttamente i componenti del dativo di possesso per evitare errori e scambi con altri casi come il genitivo.
In latino esiste un costrutto particolare, che prende il nome di “dativo di possesso”. È riconoscibile in frasi del tipo “Mihi liber est” e “Mihi amicus est”, ed è caratterizzato da una struttura fissa, che si articola in questa maniera:
Dativo – Nominativo (Soggetto) – Verbo essere
Quindi, prendendo come esempio la prima delle frasi precedenti, troviamo:
Mihi = Dativo, “a me”
Liber = Nominativo, “un libro”
Est = Predicato, “è”
Seguendo questo schema di traduzione “letterale”, risulterebbe come traduzione “A me è un libro”, che però non è da considerarsi del tutto corretto, nonostante i casi siano stati resi nel modo giusto; ragionando sul senso, si può intuire cosa voglia intendere questa frase, cioè che “Io possiedo un libro”.
Come si può ben notare, in quest'ultima frase “a me” si è trasformato in “Io”, “un libro” è passato da avere la funzione di soggetto a quella di complemento oggetto e il verbo essere si è trasformato nel verbo possedere, che si può tranquillamente sostituire con la forma corrispondente del verbo “avere”.
Perciò, è possibile ricondurre tutto a questo schema fisso di traduzione:
- Dativo (frase latina) = Soggetto (traduzione italiana)
- Nominativo [soggetto] (frase latina) = Complemento oggetto (traduzione italiana)
- Verbo essere (frase latina) = Verbo avere (traduzione italiana)
Pertanto, anche la seconda frase dello scorso esempio, diventerà:
Prima: A me è un amico
Dopo: Io ho un amico
Indicazioni utili per la messa in pratica
Il primo consiglio che mi sento di dare riguardo alla messa in pratica consiste nel non iniziare a tradurre nel modo corretto le frasi.Infatti, è meglio iniziare a tradurre nel metodo sbagliato, ma più intuitivo e letterale, al fine di apprendere meglio e far propria la struttura, per poi andare con la sostituzione corretta per la traduzione italiana.
Se si procedesse subito con la sostituzione, si rischierebbe di non aver capito fino in fondo il concetto.
Un altro consiglio che mi sento di dare riguardo a quest'argomento, è attinente alle versioni, e riprende il precedente.
Quando ci si sta imbattendo in una delle stesse, e si trova una frase contenente questa struttura, è bene accertarsi di tutti i componenti (Dativo - Nominativo – Verbo essere) prima di partire con la traduzione.
Tutto ciò si rivela utile anche perché certe volte capita di scambiare ciò che è effettivamente un dativo con un genitivo o altri casi, senza così procedere con l'inversione per la traduzione corretta, oppure credere di avere a che fare con tale struttura quando invece si tratta di qualcos'altro.
Domande da interrogazione
- Che cos'è il "dativo di possesso" in latino?
- Come si traduce correttamente una frase con il dativo di possesso?
- Qual è il consiglio principale per tradurre correttamente il dativo di possesso?
- Quali errori comuni si possono evitare nella traduzione del dativo di possesso?
Il "dativo di possesso" è un costrutto latino caratterizzato dalla struttura Dativo – Nominativo – Verbo essere, come in "Mihi liber est", che si traduce in italiano come "Io possiedo un libro".
Si traduce trasformando il dativo in soggetto, il nominativo in complemento oggetto e il verbo essere nel verbo avere, ad esempio "Mihi liber est" diventa "Io ho un libro".
È consigliabile iniziare con una traduzione letterale e intuitiva per comprendere la struttura, prima di applicare la traduzione corretta in italiano.
È importante verificare i componenti della struttura per evitare di confondere il dativo con altri casi come il genitivo, e assicurarsi di non applicare la struttura a frasi che non la contengono.