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Il participio presente o perfetto, quando è concordato in caso ablativo con un sostantivo forma il cosiddetto ablativo assoluto. ( si chiama “ablativo assoluto”, cioè “sciolto”, perché non ha alcun legame grammaticale con la proposizione reggente.)Le funzioni più frequenti dell’ablativo assoluto sono di complemento o proposizione temporale o causale.
• Il participio presente indica contemporaneità rispetto alla reggente:
es: Romani, Tullo Hostilio regnante, Albam deleverunt. I romani, regnando /mentre regnava/ sotto il regno di Tullio ostilio, distrussero Alba.
• Il participio perfetto indica anteriorità rispetto alla reggente:
es: Caesar, victis Gallis, Romam rediit. Cesare, avendo vinto/ dopo aver vinto/ vinti I Galli, tornò a Roma.
• Ci sono ablativi assoluti senza verbo (come se fosse sottinteso il participio, che non esiste, di sum):
es: Natura duce, errari nullo pacto potest. Sotto la guida della natura/ quando ci guida la natura, in nessun modo si può sbagliare.

Inoltre con i nomi dei due consoli, in questa formula dell’ablativo assoluto, i Romani erano soliti indicare gli anni:
es: P. Sulpicio Galba C. Aurelio consulibus bellum cum rege Philippo initum est. Sotto il consolato di Publio Sulpicio Galba e Gaio Aurelio ebbe inizio la guerra contro il re Filippo.

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