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Verbi

Il verbo è la parte variabile del discorso che può indicare un'azione, uno stato, un modo di essere o un'esistenza, sempre riferiti al soggetto della frase. E' l'elemento fondamentale della frase, sufficiente e necessario a determinare l'esistenza.
Il verbo può essere analizzato e classificato in relazione alla struttura, al significato, alla funzione.

La struttura del verbo
Ogni forma verbale, come tutte le parti variabili del discorso, è costituita da due parti: la radice e la desinenza.

  • La radice è l'elemento costante del verbo.

  • La desinenza è la parte variabile del verbo, che ci informa sulla persona, sul numero, sul modo e sul tempo.

  • La radice del verbo, quindi, si ottiene togliendo la desinenza dall'infinito presente.

    Coniugazioni
    In base alla desinenza dell'infinito i verbi vengono classificati in tre gruppi, chiamati coniugazioni.

    Coniugare un verbo vuol dire cambiarne le desinenze secondo le circostazione dell'azione.

    Persona e numero
    La desinenza indica, nella maggior parte dei casi, la persona e il numero, fornendo informazioni relativamente a chi compie o subisce l'azione o a chi si riferisce la situazione espressa dal verbo.
    Il verbo può essere di numero singolare o plurale:

  • singolare quando l'azione è compiuta da un solo soggetto.

  • plurale quando l'azione è compiuta da più soggetti.

  • Il verbo può essere di prima, seconda, terza persona singolare o plurale:
  • Prima persona: quando il soggetto è chi parla;

  • Seconda persona: quando il soggetto è chi ascolta;

  • Terza persona: quando il soggetto è diverso sia da chi parla sia da chi ascolta.

  • Proprio perché il verbo ha una forma particolare a seconda della persona, non è necessario che questa sia sempre espressa; di solito la desinenza del verbo è sufficiente a indicarla.

    Concordanza
    Il verbo concorda con il soggetto in rapporto alla persona, sia espressa sia sottintesa. Se la persona è sottintesa, la terminazione del verbo basta a indicarcela.

    Modi e tempi
    La desinenza verbale esprime il modo e il tempo del verbo.

  • Il modo indica come un'azione si svolge rispetto alla realtà e cambia secondo il grado di realtà dell'azione.

  • Il tempo di un verbo indica il momento in cui si svolge l'azione.

  • I modi sono sette e si distinguono in:
  • modi finiti, cioè completi, perché esprimono l'azione del verbo completa dei dati di tempo e di persona;

  • modi indefiniti, cioè incompleti, perché esprimono l'azione del verbo in modo generico, come puro significato.

  • I modi finiti, che precisano la persona e il numero mediante la desinenza, sono quattro:
  • l'indicativo, che esprime certezza, realtà;

  • il congiuntivo, che esprime dubbio, possibilità, desiderio, timore;

  • il condizionale, che esprime possibilità a certe condizioni;

  • l'imperativo, che esprime volontà, esortazione, comando.

  • I modi indefiniti, che esprimono l'azione in modo generico e non definiscono la persona e il numero, sono tre:
  • l'infinito, che esprime il significato del verbo in senso generale;

  • il participio, che esprime il significato del verbo attribuito a un nome;

  • il gerundio, che esprime le modalità o le circostanze in cui avviene un'azione.

  • Il presente indicativo indica contemporaneità, cioè si riferisce a un'azione, un modo di essere, uno stato che si realizza nel momento in cui si parla.
    L'uso del presente è frequente anche in questi casi:
  • per indicare un'azione consueta;

  • Per indicare un fatto sempre vero;

  • Per indicare un'azione passata alla quale si vuole attribuire immediatezza;

  • Per indicare un'azione che avverrà nel futuro, nel linguaggio colloquiale.

  • L'imperfetto esprime un'azione nel passato che dura nel tempo.
    L'uso dell'imperfetto si verifica anche in questi casi:
  • per indicare un'azione che nel passato si ripeteva abitualmente;

  • Per dare più vivacità a un racconto di tipo narrativo o di stile giornalistico;

  • Nelle descrizioni o nei racconti;

  • Per esprimere un'azione che avviene nel passato nello stesso momento in cui se ne verifica un'altra espressa al passato;

  • Per sostituire il condizionale e rendere più cortese una richiesta, nel linguaggio colloquiale.
    Il passato remoto esprime un'azione avvenuta e conclusa nel passato. Il passato remoto, oggi, viene spesso sostituito nell'uso dal passato prossimo, specialmente nelle regioni settentrionali. Nelle regioni meridionali, invece, il passato remoto viene ancora utilizzato di frequente anche per indicare eventi accaduti in un passato recente. Nel linguaggio burocratico viene di preferenza usato il passato remoto quando si redigono relazioni e verbali.
    Il futuro semplice indica un evento o una situazione che si realizzerà in un futuro più o meno vicino.
    L'uso del futuro semplice è frequente anche in questi casi:
  • per indicare una situazione di dubbio;

  • Per indicare una situazione di incertezza;

  • Per indicare una situazione approssimativa;

  • Per esprimewre un'esclamazione dubitativa;

  • Per esprimere un ordine che deve essere eseguito nel futuro.

  • Il passato prossimo è il composto del presente. Si forma con il verbo ausiliare coniugato al presente, al quale si aggiunge il participio passato del verbo che indica l'azione. Esprime un'azione avvenuta in un passato recente oppure in un passato lontano, ma i cui effetti permangono nel presente.
    Il trapassato prossimo è il composto dell'imperfetto. Si forma con l'imperfetto del verbo ausiliare, al quale si aggiunge il participio passato del verbo che indica l'azione. Esprime un'azione conclusa prima di un'altra a sua volta espressa con un passato.
    Il trapassato remoto è il composto del passato remoto. Si forma con il passato remoto del verbo ausiliare a cui si aggiunge il participio passato del verbo che indica l'azione. Esprime un'azione interamente conclusa prima di un'altra espressa con un passato remoto.
    Il futuro anteriore è il composto del futuro semplice. Si forma con il futuro semplice del verbo ausiliare a cui si aggiunge il participio passato del verbo che indica l'azione. Esprime un'azione che deve avvenire nel futuro prima che se ne realizzi un'altra anch'essa nel futuro, rispetto alla quale, quindi, è anteriore.
    Il futuro anteriore è usato anche per indicare un fatto accaduto nel passato sul quale si voglia esprimere un dubbio.

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