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Concetti Chiave

  • Il verbo è la parte variabile del discorso che indica azioni, stati o modi di essere, essenziale per la struttura della frase.
  • Ogni verbo è composto da una radice, che è costante, e da una desinenza, che fornisce informazioni su persona, numero, modo e tempo.
  • I verbi si classificano in tre coniugazioni in base alla desinenza dell'infinito e si coniugano cambiando le desinenze in base al contesto.
  • I modi del verbo sono distinti in finiti (indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo) e indefiniti (infinito, participio, gerundio), ciascuno con specifiche funzioni e significati.
  • Il tempo verbale indica il momento in cui si svolge l'azione, con diverse forme per esprimere azioni passate, presenti o future, come passato prossimo, passato remoto e futuro semplice.

Il ruolo del verbo

Il verbo è la parte variabile del discorso che può indicare un'azione, uno stato, un modo di essere o un'esistenza, sempre riferiti al soggetto della frase. E' l'elemento fondamentale della frase, sufficiente e necessario a determinare l'esistenza.
Il verbo può essere analizzato e classificato in relazione alla struttura, al significato, alla funzione.

Ogni forma verbale, come tutte le parti variabili del discorso, è costituita da due parti: la radice e la desinenza.

Radice e desinenza

  • La radice è l'elemento costante del verbo.
  • La desinenza è la parte variabile del verbo, che ci informa sulla persona, sul numero, sul modo e sul tempo.
  • La radice del verbo, quindi, si ottiene togliendo la desinenza dall'infinito presente.

    Coniugazioni e desinenze

    In base alla desinenza dell'infinito i verbi vengono classificati in tre gruppi, chiamati coniugazioni.

    Coniugare un verbo vuol dire cambiarne le desinenze secondo le circostazione dell'azione.

    La desinenza indica, nella maggior parte dei casi, la persona e il numero, fornendo informazioni relativamente a chi compie o subisce l'azione o a chi si riferisce la situazione espressa dal verbo.

    Numero e persona del verbo

    Il verbo può essere di numero singolare o plurale:

  • singolare quando l'azione è compiuta da un solo soggetto.
  • plurale quando l'azione è compiuta da più soggetti.
  • Il verbo può essere di prima, seconda, terza persona singolare o plurale:

  • Prima persona: quando il soggetto è chi parla;
  • Seconda persona: quando il soggetto è chi ascolta;
  • Terza persona: quando il soggetto è diverso sia da chi parla sia da chi ascolta.
  • Proprio perché il verbo ha una forma particolare a seconda della persona, non è necessario che questa sia sempre espressa; di solito la desinenza del verbo è sufficiente a indicarla.

    Guida completa ai verbi: struttura, modi e tempi nella lingua italiana articolo

    Concordanza e desinenza

    Il verbo concorda con il soggetto in rapporto alla persona, sia espressa sia sottintesa. Se la persona è sottintesa, la terminazione del verbo basta a indicarcela.

    La desinenza verbale esprime il modo e il tempo del verbo.

  • Il modo indica come un'azione si svolge rispetto alla realtà e cambia secondo il grado di realtà dell'azione.
  • Il tempo di un verbo indica il momento in cui si svolge l'azione.
  • I modi sono sette e si distinguono in:

  • modi finiti, cioè completi, perché esprimono l'azione del verbo completa dei dati di tempo e di persona;
  • modi indefiniti, cioè incompleti, perché esprimono l'azione del verbo in modo generico, come puro significato.
  • Modi finiti e indefiniti

    I modi finiti, che precisano la persona e il numero mediante la desinenza, sono quattro:

  • l'indicativo, che esprime certezza, realtà;
  • il congiuntivo, che esprime dubbio, possibilità, desiderio, timore;
  • il condizionale, che esprime possibilità a certe condizioni;
  • l'imperativo, che esprime volontà, esortazione, comando.
  • I modi indefiniti, che esprimono l'azione in modo generico e non definiscono la persona e il numero, sono tre:

  • l'infinito, che esprime il significato del verbo in senso generale;
  • il participio, che esprime il significato del verbo attribuito a un nome;
  • il gerundio, che esprime le modalità o le circostanze in cui avviene un'azione.
  • Uso del presente indicativo

    Il presente indicativo indica contemporaneità, cioè si riferisce a un'azione, un modo di essere, uno stato che si realizza nel momento in cui si parla.

    L'uso del presente è frequente anche in questi casi:

  • per indicare un'azione consueta;
  • Per indicare un fatto sempre vero;
  • Per indicare un'azione passata alla quale si vuole attribuire immediatezza;
  • Per indicare un'azione che avverrà nel futuro, nel linguaggio colloquiale.
  • Uso dell'imperfetto

    L'imperfetto esprime un'azione nel passato che dura nel tempo.

    L'uso dell'imperfetto si verifica anche in questi casi:

  • per indicare un'azione che nel passato si ripeteva abitualmente;
  • Per dare più vivacità a un racconto di tipo narrativo o di stile giornalistico;
  • Nelle descrizioni o nei racconti;
  • Per esprimere un'azione che avviene nel passato nello stesso momento in cui se ne verifica un'altra espressa al passato;
  • Passato remoto e futuro semplice

    Il passato remoto esprime un'azione avvenuta e conclusa nel passato. Il passato remoto, oggi, viene spesso sostituito nell'uso dal passato prossimo, specialmente nelle regioni settentrionali. Nelle regioni meridionali, invece, il passato remoto viene ancora utilizzato di frequente anche per indicare eventi accaduti in un passato recente. Nel linguaggio burocratico viene di preferenza usato il passato remoto quando si redigono relazioni e verbali.

    Il futuro semplice indica un evento o una situazione che si realizzerà in un futuro più o meno vicino.

    L'uso del futuro semplice è frequente anche in questi casi:

  • per indicare una situazione di dubbio;
  • Per indicare una situazione di incertezza;
  • Per indicare una situazione approssimativa;
  • Per esprimewre un'esclamazione dubitativa;
  • Per esprimere un ordine che deve essere eseguito nel futuro.
  • Passato prossimo e trapassato

    Il passato prossimo è il composto del presente. Si forma con il verbo ausiliare coniugato al presente, al quale si aggiunge il participio passato del verbo che indica l'azione. Esprime un'azione avvenuta in un passato recente oppure in un passato lontano, ma i cui effetti permangono nel presente.

    Il trapassato prossimo è il composto dell'imperfetto. Si forma con l'imperfetto del verbo ausiliare, al quale si aggiunge il participio passato del verbo che indica l'azione. Esprime un'azione conclusa prima di un'altra a sua volta espressa con un passato.

    Il trapassato remoto è il composto del passato remoto. Si forma con il passato remoto del verbo ausiliare a cui si aggiunge il participio passato del verbo che indica l'azione. Esprime un'azione interamente conclusa prima di un'altra espressa con un passato remoto.

    Futuro anteriore

    Il futuro anteriore è il composto del futuro semplice. Si forma con il futuro semplice del verbo ausiliare a cui si aggiunge il participio passato del verbo che indica l'azione. Esprime un'azione che deve avvenire nel futuro prima che se ne realizzi un'altra anch'essa nel futuro, rispetto alla quale, quindi, è anteriore.

    Il futuro anteriore è usato anche per indicare un fatto accaduto nel passato sul quale si voglia esprimere un dubbio.

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    Domande da interrogazione

    1. Qual è la funzione principale del verbo nella frase?
    2. Il verbo è l'elemento fondamentale della frase, sufficiente e necessario a determinare l'esistenza, indicando un'azione, uno stato o un modo di essere riferito al soggetto.

    3. Come si compone una forma verbale?
    4. Ogni forma verbale è costituita da due parti: la radice, che è l'elemento costante, e la desinenza, che è la parte variabile che fornisce informazioni su persona, numero, modo e tempo.

    5. Quali sono le coniugazioni dei verbi e come si classificano?
    6. I verbi si classificano in tre coniugazioni in base alla desinenza dell'infinito, e coniugare un verbo significa cambiarne le desinenze secondo le circostanze dell'azione.

    7. Qual è la differenza tra modi finiti e indefiniti?
    8. I modi finiti esprimono l'azione del verbo completa di dati di tempo e di persona, mentre i modi indefiniti esprimono l'azione in modo generico, senza definire la persona e il numero.

    9. Come si forma il passato prossimo e quale significato ha?
    10. Il passato prossimo si forma con il verbo ausiliare coniugato al presente e il participio passato del verbo che indica l'azione; esprime un'azione avvenuta in un passato recente o lontano, i cui effetti permangono nel presente.

    Domande e risposte

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