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Linguistica Generale - Dimensione diatopica e diacronica.


La variazione dello spazio si chiama diatopica, e da questo dipende la variazione linguistica. L'altra variazione linguistica dipende dalla dimensione diacronica, ossia la dimensione temporale. Diatopìa e diacronìa sono le più importanti dimensioni di variazione linguistica. La madre delle lingue romanze è il latino. Il proto-indoeuropeo è la madre di tutte le lingue indo-europee, ed è scomparso prima del 3000 a.C. Viene parlato tra il 6000 e il 3000 a.C, probabilmente a Nord del Mar Nero e successivamente, coloro che lo parlavano lo hanno sparpagliato nelle lingue indo-europee. Ci sono varie famiglie: iraniche, sanscrite, anatoliche (estinte, la cui lingua era parlata dagli Ittiti), armeno (estinta nel 900'), armeno occidentale, poco parlato, e armeno orientale, greco, gruppo italico, gruppo germanico, slavo (russo, croato), lingue baltiche (lettone e lituano), e infine lingue celtiche (parlate in Galles, Scozia e Irlanda), e famiglia tocaria.

Oggi si contano al mondo 29 famiglie linguistiche: indo-europee, semito-camitica (es. aramaico, ucraino, arabo), afro-asiatiche, curaliche (ungherese), altaica (parlate intorno al monte Altài, turoo), caucasica, dravidica, tai (Asia Orientale), sino-tibetano (cinese), paleo-siberiano (Siberia), e infine le famiglie austronesiane parlate nel Pacifico e in Australia.

Complementare alla diacronia è la sincronia (dimensione attuale, come stato di una lingua in un momento specifico, il presente). Dall'opposizione tra diacronia e sincronia nasce la linguistica sincronica e diacronica:

Linguistica sincronica: studia le lingue in sè in quanto sistema a prescindere dalle variazioni cronologiche.

Linguistica diacronica: studia la trasformazione delle lingue nel tempo.

Queste due distinzioni sono state elaborate da Ferdinand De Saussure, chimico che si mise a studiare linguistica, e a 20 anni fece la grande scoperta degli assiomi fondamentali della linguistica generale. Egli distinse in prima istanza langue e parole: Con langue intende il sistema linguistico astratto contenuto nella mente dei parlanti di una comunità linguistica; ed è anche una lingua storica naturale, ossia lingue formatesi attraverso processi storici in modo spontaneo, in opposizione a quelle inventate. Mentre la parole è l'atto linguistico, ossia l'azione di enunciazione di una qualsiasi unità linguistica.

Il termine langue può essere definito anche come un sistema strutturato secondo regole precise e costituito al suo interno da vari sottosistemi ognuno dei quali costituito da dei segni. Sistema significa un insieme ordinato di elementi, ossia un insieme che contiene al suo interno n oggetti più almeno una regola di ordinamento. I vari sistemi sono: fonetico-fonologico, morfologico, sintattico e semantico-lessicale, pragmatico.

Ortogenesi: processo di generazione dell'essere secondo il genere umano. Per quanto concerne il linguaggio è lo sviluppo della facoltà linguistica e acquisizione della lingua matura nel bambino. La prima forma di espressione è orale.

Filogenesi: formazione del linguaggio lungo il processo di sviluppo dell'uomo. Anche qui il parlato ha precedenza (o primato) sullo scritto.

La condizione base di interazione linguistica è l'interazione faccia a faccia, ossia avviata tra due individui in condizioni normali. Gli studi:
A partire dal 1949 Shannon e Weaver pubblicarono il libro The mathematical. Roman Jakobson nel 1960 considera la comunicazione tra due interattori come il prodotto di sei fattori e di altrettante funzioni dell'interazione. A ogni fattore corrisponde una determinata funzione.

Fattori:
1)Mittente: fonte del messaggio.
2)Contesto: fornisce informazioni sull'ambiente circostante e indica dove avviene la comunicazione e il contenuto del messaggio.
3)Messaggio: sequenza di segni che viene inviata in maniera codificata.
4)Canale: mezzo fisico attraverso il quale si invia il messaggio.
5)Codice: la lingua (un codice è un sistema per combinare contenuti (significati) e forme (significanti) per esprimere i contenuti.
6)Colui che riceve il messaggio, svolge un lavoro di decodifica del messaggio.

Funzioni:
1)Funzione espressiva: si realizza nel momento in cui la comunicazione ha come centro di interesse il mittente.
2)Funzione referenziale: deriva dal nome "referente", ossia qualsiasi oggetto materiale o concettuale cui ci si riferisce con il linguaggio.
3)Funzione poetica: è quella in virtù della quale il messaggio in sé nella sua struttura formale e a prescindere dal contenuto diventa il focus della comunicazione.
4)Funzione fatica: deriva da "phasis", parola. Il linguaggio viene usato in funzione fàtica per verificare che sia aperto il canale fisico tra i due interlocutori. (es. "Pronto", quando si risponde al telefono).

5)Funzione metalinguistica: quella che va oltre la linguistica. Si ha ogni qualvolta che si usa il linguaggio per riflettere sul linguaggio stesso.
6)Funzione conativa: deriva dal latino "conor", e ha come focus il destinatario, che si cerca di convincere a fare qualcosa (es. campagna elettorale)

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