xLucaxx di xLucaxx
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Analisi logica


Il soggetto


Il soggetto è colui che compie (Luca corre) o subisce l’azione (Luca è rincorso dalla mamma) e può essere sottinteso (Corre. Lui = soggetto sottinteso)
Il complemento oggetto
Il complemento oggetto risponde alla domanda Chi? Che cosa?, può essere preceduto dall’articolo partitivo (Vorrei del vino), può essere espresso dalle particelle pronominali (Isabella mi ha visto).

E’ sempre preceduto da un verbo transitivo.
Il predicato verbale
Il predicato verbale può essere una forma verbale semplice (Paolo beve) o composta (Paolo ha bevuto) e indica l’azione compiuta dal soggetto.
Il predicato nominale
Quando il verbo essere non significa esistere, stare o appartenere. E’ costituito da una copula e il nome del predicato che può essere un aggettivo o appunto un nome. (Carlo è alto. È = copula / alto = nome del predicato)
L’ attributo
L’attributo è un aggettivo che accompagna il nome precisandone le caratteristiche. (La macchina rossa)
L’ apposizione
L’ apposizione è un nome che si unisce ad un altro nome per definirlo meglio.
(La professoressa Marino)
Il complemento di termine
Il complemento di termine risponde alla domanda a chi? A che cosa? E può essere espresso dalle particelle pronominali (Lucia mi ha dato la penna blu)

I complementi d’agente e di causa efficiente


Quando il soggetto subisce l’azione, il complemento d’agente (Da chi?) e il complemento di causa efficiente (Da che cosa?) vengono retti da un verbo di forma passiva. (La frana è stata provocata dalla pioggia)

Il complemento predicativo del soggetto


Si unisce ai verbi copulativi per formare il predicato nominale. (Mario è stato eletto rappresentante di classe).

Il complemento predicativo dell’oggetto


Si unisce al complemento oggetto e viene espresso da un nome o un aggettivo.
(I Greci chiamavano Barbari i popoli stranieri).
Il complemento predicativo del soggetto e dell’oggetto possono essere retti da un verbo appellativo (chiamare), effettivo (creare), elettivo (eleggere) o estimativo (giudicare) in forma passiva.

I complementi di luogo


I complementi di luogo possono essere:
stato in luogo indica il luogo in cui si svolge l’evento (Luca abita a Roma)
moto a luogo indica il luogo verso cui si dirige il movimento (Luca va a Roma)
moto da luogo indica il luogo dal quale proviene il movimento (Luca viene da Roma)
moto per luogo indica il luogo attraverso il quale avviene il movimento (Luca ha passeggiato per i boschi)
Il complemento di separazione (o allontanamento)
Indica il distacco da una persona o da una cosa (Giovanni si è allontanato dalla mamma). E’ retto da verbi che indicano distacco, separazione, allontanamento.

Il complemento di origine (o provenienza)


Indica l’origine di una persona o di una cosa (Martina ha origini canadesi). E’ retto da verbi come nascere, provenire, discendere, ecc.
Il complemento di relazione
Indicano una relazione reciproca ed è retto da verbi come allearsi, combattere, patteggiare, litigare, ecc. (Hitler si alleò con Mussolini nel 1939)

Il complemento di quantità


Retto da verbi come pagare, costare, ecc. e può indicare una quantità generica o una misura (Il monte Kilimangiaro è alto 1000 Km)

Il complemento di età


Indica l’età di una persona o di una cosa, è retto da un nome e risponde alla domanda “Di quanti anni?” (Il monte Everest ha 370 anni)

Il complemento di abbondanza e di privazione


Sono retti da verbi che indicano una ricchezza o una mancanza (E’ rimasto senza denaro)

Il complemento di argomento


Indica il tema di cui si discute (Oggi durante l’assemblea discuteremo su vari problemi sorti nel gruppo classe)

Il complemento di colpa e di pena


Il complemento di colpa indica un vizio di cui qualcuno è accusato (Socrate fu condannato per sacrilegio)
Il complemento di pena indica una pena, una multa, una punizione. (Eleonora Pimentel de Fonseca venne condannata alla pena di morte)

Il complemento di specificazione


Specifica il nome cui si riferisce precisandone il significato e può esprimere relazioni di appartenenza generica, di possesso, di parentela oppure l’autore di un’opera o il componente di un insieme. (Queste chiavi sono della mia macchina; Lo zio di Angelo è un architetto; Abbiamo letto l’Odissea di Omero; Vorrei un paio di queste scarpe)

Il complemento partitivo


Indica la parte di una totalità e può essere retto da un nome, un aggettivo o un pronome (Qualcuno di voi lo conosce?)
Il complemento di denominazione
Specifica il nome proprio di un nome generico ed è introdotto dalla preposizione di.
(Abbiamo visitato l’Antro della Sibilla)

Il complemento di materia


Indica la materia di cui è fatto un oggetto (Ho regalato un anello d’oro bianco)

Il complemento di qualità


Indica una caratteristica fisica o morale di una persona o una cosa ed è retto da un nome (Ciro è un ragazzo dai capelli rossi)

Il complemento di paragone


Indica il secondo termine di paragone ed è retto da aggettivi e avverbi. (Questo vestito è meno caro di quell’altro)

Il complemento di limitazione


Delimita l’ambito e la portata del termine a cui si riferisce ed è retto da preposizioni o locuzioni. (Luigi, a mio parere, è bravissimo in disegno)

I complementi di tempo


Il complemento di tempo è espresso da un nome oppure da un avverbio di tempo. (Ci incontriamo stasera). Può essere determinato quando precisa il momento in cui si verifica l’azione (L’ho visto ieri sera) oppure continuato quando indica per quanto tempo dura l’azione (Ulisse ha passeggiato per il bosco tutta la notte)

Il complemento di causa


Indica la causa in seguito alla quale si verifica o non si verifica l’evento. (E’ a letto a causa del raffreddore).

Il complemento di fine


Indica lo scopo dell’azione o la destinazione di un oggetto. (Ho comprato delle lenti a contatto).
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