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Zaire – l’aspetto fisico ed l’aspetto economico


L’aspetto fisico: Lo Zaire è situato nel cuore del continente africano, ma si affaccia, seppur per un brevissimo tratto, anche sull’Oceano Atlantico. Confina a nord con la Repubblica Centrafricana e con il Sudan, a est con Uganda, Ruanda, Burundi e Tanzania, a sud con Angola e Zambia, a ovest con Congo e Angola. Il territorio, costituito per la maggior parte dal medio bacino dello Zaire, è circondato ai lati da alcuni rilievi montuosi. Osservando la carta fisica si può distinguere a sud-est la catena dei Monti Mitumba e, ai confini con l’Uganda, il poderoso massiccio vulcanico del Ruwenzori (5118 m). il fiume Zaire, che attraversa il Paese da sud a ovest descrivendo un grande arco, raccoglie le acque di tutti i più importanti fiumi zairesi fra cui il Kasai. Numerosi laghi disposti soprattutto nella parte orientale della Nazione arricchiscono il quadro idrografico. I maggiori sono Tanganica, Kivu, Moero, Edoardo e Mai-Ndombe a occidente. Il clima è spiccatamente equatoriale nel bacino dello Zaire dove le temperature sono costantemente elevate e le precipitazioni abbondanti e regolarmente distribuite nel corso dell’anno. La vegetazione è composta da un’intricata e rigogliosa foresta pluviale. Sui rilievi le temperature si mitigano per effetto dell’altitudine, le precipitazioni assumono un andamento stagionale e la vegetazione presenta caratteristiche di tipo savanico.
L’aspetto economico: Circa il 75% della popolazione attiva si dedica all’agricoltura, che, però, dispone di aree coltivabili piuttosto ristrette (meno del 3% della superficie totale del Paese) ed è praticata con metodi tradizionali, per cui i prodotti alimentari sono insufficienti al fabbisogno della popolazione. I principali prodotti agricoli sono: manioca, miglio, mais, patate dolci, sorgo, arance, banane e fagioli. All’esportazione sono destinati legnami pregiati, ricavati dal ricchissimo manto forestale, e alcuni prodotti provenienti dalle piantagioni (arachidi, caffè, cotone, agave sisalana, tabacco, ananassi, olio e noci di palma). L’allevamento, scarsamente sviluppato, riveste un’importanza solo locale. Il sottosuolo dispone di immense risorse minerarie, concentrate perlopiù nella regione dello Shaba. Ricchissimi sono i giacimenti di diamanti di cui il Paese è il primo produttore mondiale, e di rame; notevoli anche i depositi di zinco, cadmio, uranio, cobalto, stagno, radio, germanio, oro e carbone.
L’industria risente tuttora degli squilibri portati dalla colonizzazione, è sfavorita dall’insufficiente rete di comunicazione e mantiene un impianto molto modesto. I settori più affermati sono quelli estrattivo e metallurgico, cui vanno aggiunte le industrie agro-alimentare e tessile.
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