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Concetti Chiave

  • L'Europa della CEE è stata fondata nel 1957 con sei Paesi, e ha visto più ampliamenti, culminando nel 2004 con l'entrata di dieci nuovi Stati.
  • I criteri per l'adesione all'UE includono stabilità istituzionale, un sistema economico di mercato efficiente e capacità di applicare la legislazione comunitaria.
  • La Commissione Europea monitora continuamente la situazione dei Paesi candidati, pubblicando rapporti annuali sui loro progressi e regressi.
  • L'allargamento dell'UE ha ampliato la superficie e la popolazione, ma ha anche evidenziato squilibri economici, con un incremento del PIL solo dell'8% dai nuovi membri.
  • L'integrazione politica dell'UE è caratterizzata da un ordinamento poco democratico e una politica estera frammentata, con poteri limitati per il Parlamento europeo.

Espansione iniziale della CEE

L’Europa della CEE (1957) comprendeva soltanto i 6 Paesi fondatori (Italia, Francia, Repubblica Federale Tedesca, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo).

Nel 1973 hanno aderito alla CEE il Regno Unito, l’Irlanda e la Danimarca.

Nel 1981 si è aggiunta la Grecia.

Nel 1986 la Spagna e il Portogallo.

Nel 1993 nasce, con il Trattato di Maastricht, l’Unione Europea e nel 1995 aderiscono all’UE l’Austria, la Svezia e la Finlandia.

Ampliamento dell'Unione Europea

Il 1° maggio 2004 sono entrati a far parte dell’UE ben 10 Stati: Malta, Cipro, Slovenia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Ungheria, Lettonia, Lituana, Estonia; questo importante ampliamento ha portato l’Unione a 25 Stati per un totale di 454 milioni di abitanti.
I Paesi che si candidano, devono rispettare i seguenti criteri:

• Per quanto riguarda le caratteristiche del sistema politico ciascun Paese deve avere una stabilità istituzionale in grado di garantire una vita politica democratica;

• Il Paese deve inoltre avere un sistema economico basato sull’economia di mercato e abbastanza efficiente;

• Il Paese deve infine essere capace di recepire e far applicare la legislazione comunitaria.

Controllo e monitoraggio dei candidati

La situazione economica, sociale e politica dei candidati viene continuamente controllata dalla Commissione che annualmente pubblica con un rapporto su ciascun Paese nel quale vengono registrati progressi e regressi.

Bulgaria e Romania entreranno nell’UE nel 2007 se riusciranno a soddisfare requisiti stabiliti dal Consiglio Europeo di Copenaghen.

Più lungo il percorso che porterà anche la Turchia nell’UE.

Nel febbraio 2003 anche la Croazia ha inoltrato una richiesta di adesione all’UE.

Sfide economiche e politiche dell'UE

L’allargamento ha fatto aumentare del 35% la superficie dell’Unione e del 25% la sua popolazione, ma i dieci nuovi Paesi fanno aumentare il PIL dell’UE solo dell’8% e i loro cittadini guadagnano in media solo il 60% del reddito percepito da un cittadino dell’Europa dei 15.

Per far fronte a questi gravi squilibri economici, l’Unione ha stanziato 40 miliardi di euro che verranno utilizzati per sostenere lo sviluppo economico e politico dei nuovi Stati membri.

I progressi che sono stati realizzati in campo economico hanno messo ancora più in luce le difficoltà dell’integrazione europea sul piano politico-istituzionale.

L’Unione continua a reggersi su un ordinamento poco democratico perché l’unica istituzione eletta direttamente dai cittadini, il Parlamento europeo, dispone di poteri limitati.

Il problema più grave riguarda la politica estera dell’Unione, ma i singoli Paesi hanno proceduto in ordine sparso.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono stati i principali passaggi nell'espansione della CEE e dell'UE?
  2. L'espansione della CEE iniziò nel 1973 con l'adesione di Regno Unito, Irlanda e Danimarca, seguita dalla Grecia nel 1981 e da Spagna e Portogallo nel 1986. Nel 1993, con il Trattato di Maastricht, nacque l'Unione Europea, che si ampliò ulteriormente nel 1995 con Austria, Svezia e Finlandia, e nel 2004 con l'ingresso di 10 nuovi Stati.

  3. Quali criteri devono soddisfare i Paesi candidati per entrare nell'UE?
  4. I Paesi candidati devono garantire stabilità istituzionale per una vita politica democratica, avere un sistema economico di mercato efficiente e saper recepire e applicare la legislazione comunitaria, come indicato nel testo.

  5. Quali sfide affronta l'Unione Europea dopo l'allargamento del 2004?
  6. Dopo l'allargamento, l'UE ha visto un aumento della superficie e della popolazione, ma i nuovi Stati hanno contribuito solo marginalmente al PIL. Per affrontare le disuguaglianze economiche, l'Unione ha stanziato 40 miliardi di euro, mentre le difficoltà politiche e istituzionali rimangono, con un Parlamento europeo dai poteri limitati e una politica estera disomogenea.

Domande e risposte

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