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Turchia – l’aspetto fisico e economico


L’aspetto fisico: La Turchia è situata nell’Asia Minore, tra la Georgia e l’Armenia a nord-est, l’Iran a est, l’Iraq e la Siria a sud, il Mediterraneo a ovest, la Grecia e la Bulgaria a nord-ovest. Il territorio è per la maggior parte costituito dalla penisola Anatolica. Una piccola parte della Nazione, la Tracia, si sviluppa anche sul continente europeo nell’estremo lembo meridionale della penisola Balcanica. L’Altopiano Anatolico, che ha un aspetto desolato, desertico e stepposo, raggiunge un’altitudine media di 800 m circa ed è intagliato da profonde valli e punteggiato da molti laghi come per esempio quelli di Tuz, di Keban e di Van. A est dell’Anatolia si trova l’Armenia, dove scorrono i “fiumi gemelli2, il Tigri e l’Eufrate, e dove si innalza il Monte Ararat che, con i suoi 5165 m di altezza, costituisce la cima più elevata del Paese. Il sistema orografico è composto da numerose catene montuose di cui le principali sono: le catene del Tauro a sud, i Monti Pontifici, Koroglu, Daglari e Iglaz a nord. Le coste che si affacciano sull’Egeo e sul Mar di Marmara sono molto frastagliate e fronteggiate da numerose isolette; il litorale mediterraneo e del Mar Nero è invece alto e abbastanza uniforme. Il clima, mite sulla fascia costiera, diviene continentale nell’interno.
L’aspetto economico: L’agricoltura e la pastorizia sono le attività principali dell’economia turca e occupano il 49% della popolazione attiva. Le difficoltà di irrigazione dovute alla persistente siccità dell’altopiano rendono difficile, in quest’area, lo sviluppo delle colture, quindi la zona più coltivata risulta quella costiera dove si producono ortaggi, olio, vino, agrumi.
Fra le piante industriali si distinguono il tabacco, di pregiata qualità, il cotone, le barbabietole da zucchero, i semi di sesamo e di girasole. In Tturchia viene coltivato l’oppio utilizzato dall’industria farmaceutica, ma purtroppo anche venduto clandestinamente per la produzione di stupefacenti. L’abbondanza di pascoli magri ha notevolmente favorito lo sviluppo dell’allevamento ovino e caprino che conta oltre 49 milioni di capi. Consistenti sono anche la zootecnica bovina e l’allevamento di bufali e cavalli.
Le risorse del sottosuolo non sono abbondanti, ma abbastanza varie e comprendono depositi di cromo, ferro, lignite, carbone, antimonio e soprattutto petrolio. Le risorse minerarie hanno consentito un discreto sviluppo dell’industria estrattiva alla quale sono collegati gli stabilimenti siderurgici, metallurgici e qualche impianto di raffinazione del greggio. Molto sviluppato è il settore tessile che lavora cotone, lana di pregiata qualità (lana d’Angora) e fibre sintetiche. Abbastanza consistente è anche l’industria alimentare.
La Turchia ha rapporti economici con molti Paesi della UE fra cui l’Italia, e inoltre con la Svizzera, l’Iran, gli USA, l’ex-URSS e la Libia. Da questi Paesi importa soprattutto manufatti di base, prodotti chimici e macchinari. Le esportazioni sono costituite da cromo e altri minerali, prodotti alimentari, tessuti, cotone e tabacco.
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