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Toscana: commercio e comunicazioni

La via di comunicazione più importante è costituita dalla ferrovia Firenze-Bologna, che attraversa una galleria seconda solo a quella del Sempione. Fra le strade sono importanti l’Autostrada del Sole, che unisce Firenze a Bologna e Milano, la litoranea tirrenica, le strade che allacciano Firenze a Roma e quelle che mettono in comunicazione con l’Emilia attraverso facili valichi: dell’Abetone (Pistoia-Modena), della Porretta (Pistoia-Bologna), della Futa (Firenze-Bologna). Uno sbocco commerciale notevole danno i porti di Livorno e di Piombino. Il commercio, alimentato dalle numerose industrie, è abbastanza attivo. La popolazione: la Toscana non è tra le regioni più densamente popolate, benché annoveri città e borgate di antichissima origine e di attivissima vita. La maggior parte della sua popolazione si raccoglie nei villaggi e nelle fattorie disseminate nella campagna. Le zone più popolate sono le pianure del Valdarno; meno fitta, invece, è la popolazione dei territori montuosi e della Maremma. La popolazione toscana riflette nella purezza del linguaggio, nella ricchezza e precisione dei vocaboli l’arguzia e la vivacità del suo spirito, che attraverso i secoli ha alimentato stupefacenti manifestazioni di arte e di civiltà. La parlata toscana, a partire dal XIII secolo, è diventata la base della lingua italiana, adottata dagli abitanti dell’intera Penisola. Io credo che Firenze sia la città che meglio può insegnare l’arte a un fanciullo. L’arte vi è chiara e ridente; nata, è vero, molti anni fa, è pur sempre fresca e giovane; e fiorisce liberamente sulle sue piazze, tra le sue vie, come il biancospino sulle siepi di maggio.
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