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Il sole mattutino da brillare i fini colonnati, il tetto a pagoda, il frontone decorato del teatro nazionale di Taiwan, nella capitale, Taipei. L'edificio sorge nel cuore della città, vicino al grande mausoleo che ricorda Chiang Kai-Shek, che nei 1949 abbandonò la Cina, dove era instaurato il potere dell'armata popolare di liberazione guidata da Mao Zedong e, l'anno successivo, il 1° marzo, fondò a Taiwan la repubblica. Il vasto e curatissimo parco che circonda gli edifici è una palestra a cielo aperto: i cittadini si esercitano nel tai-chi, l'antica ginnastica cinese, fatta di movimenti ritmici e aggraziati. Tradizione e modernità si fondono a Taipei: qui la gente offre ancora canestri di frutta a Matsu, il dio del mare, patrono della città; acquista i cobra, fritti, bolliti o in salsa piccante, al mercato notturno; si cura con il "miracoloso" sangue di serpente, mentre industrie e avveniristici laboratori, in ogni parte del paese, fanno di Taiwan una delle potenze economiche maggiori al mondo.

Nella zona del mausoleo si trovano i musei nazionali di storia, scienza e arte: l'orto botanico, dimostrazione dell'amore tutto cinese per la natura, ospita le più rare specie floreali. Nel cortile del tempio di Fokouangchan, a Kaohsiung, il maggior centro industriale di Taiwan, si staglia nel cielo l'immenso Buddha dorato. Accanto al buddismo, si pratica a Taiwan il taoismo, il credo religioso e filosofico esposto tra il V e il IV sec. a.C. da Lao-Tze nel trattato Tao-Te Ching, e basato sul culto del tao, essere universale da cui tutto deriva e a cui tutto ritorna, in un eterno ciclo della natura.

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