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Taiga e steppa



Nonostante l’area sia densamente popolata, la vastità degli spazi ha permesso la sopravvivenza, soprattutto nelle regioni orientali, di grandi estensioni di paesaggio naturale. Nelle sterminate pianure della Russia settentrionale si estende la taiga, costituita da immense foreste di conifere e arbusti, oltre a muschi e licheni presenti nel sottobosco.

Queste regioni hanno temperature medie molto basse e sono coperte di neve per gran parte dell’anno. Scendendo verso sud, in particolare lungo il corso dei grandi fiumi dell’Europa continentale, la taiga sfuma in foresta mista di conifere e latifoglie.
Nella fascia sud-orientale, dove le precipitazioni sono più scarse e vi è una forte escursione termica, si estendono le vaste praterie che occupano gran parte dei Paesi dell’Europa dell’Est.
Dove la piovosità diminuisce ulteriormente e il clima è più arido, la prateria lascia il posto alla steppa: un ambiente brullo privo di alberi con arbusti e cespugli spinosi. Qui la vegetazione cresce in primavera e diventa secca in autunno, colorandosi di un uniforme color bruno. Nella pianura ungherese la steppa prende il nome di puszta.

Nelle aree occupate da boschi e foreste vivono numerose specie di uccelli (aquile, falchi, picchi, barbagianni, gufi) e di mammiferi (cervi, daini, lupi, orsi bruni, volpi, cinghiali, scoiattoli).
Un tempo le steppe erano il regno del bisonte europeo, oggi purtroppo ridotto a pochi esemplari e a rischio di estinzione .
Il clima è caratterizzato da una notevole escursione termica annuale, con estati molto calde e inverni rigidi. Tale caratteristica è accentuata dall’azione dei venti: in inverno le correnti fredde provenienti dal Polo nord non incon-trano montagne che le ostacolino, perciò contribuiscono ad abbassare le temperature; in estate, invece, i venti meridionali determinano l’effetto contrario, riscaldando questi territori.