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LA STORIA DEL BRASILE

Raggiunto nel 16°secolo dal navigatore portoghese Cabral, il Brasile fu conquistato dai portoghesi in varie tappe.
Gli indigeni, circa un milione di persone, dediti alla caccia e a un’agricoltura di tipo itinerante,vivevano in piccoli gruppi: furono sterminati e ridotti in schiavitù.
In seguito privi della manodopera locale, i coloni ‘’importarono’’ dall’Africa,in particolare dalle colonie portoghesi di Mozambico e Angola, migliaia di persone,che furono impiegate come schiavi nelle piantagioni.
Nel 1822, il Brasile divenne indipendente avendo come imperatore il figlio del re del Portogallo.
Nel 1889 una rivolta instaurò una repubblica presidenziale federale.
All’inizio del Novecento tre milioni di portoghesi,spagnoli e soprattutto italiani arrivarono in Brasile attirati dal grande boom economico del caffé.

In seguito il Paese è stato più volte sottoposto a dittature militari o a governi autoritari,che hanno privilegiato gli interessi di una ristretta casta militare,dei latifondisti e dei grandi industriali. L’ultima dittatura fu instaurata nel 1964; nel 1985, però, gli effetti di una grave crisi economica e le disuguaglianze sociali e regionali determinarono la caduta della giunta militare e una graduale democratizzazione. I presidenti che si sono succeduti dopo la democratizzazione si sono gradualmente distaccati dall’influenza statunitense e, grazie anche al forte sviluppo economico degli ultimi anni, il Brasile ha assunto un ruolo sempre più importante sulla scena politica mondiale come leader dei Paesi emergenti.
Dal 1985 al 2002 il governo è rimasto saldamente nelle mani dei conservatori,dopo di che vi è stata la presidenza del progressista Luiz Inàcio ‘’Lula’’ da Silva.
Nell’ottobre 2010, per la prima volta nella storia brasiliana le elezioni presidenziali sono state vinte da una donna, Dilma Rousseff, erede politica di Lula.

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