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La Sardegna: aspetti fisici

La conformazione fisica della Sardegna offre una grande varietà d’aspetti ed è per questo la regione italiana più interessante dal punto di vista geologico perché, praticamente in essa troviamo aspetti derivati dalle quattro ere geologiche: era paleozoica (presenza di imponenti masse granitiche che danno alla regione un aspetto molto aspro e non sempre ospitale), era mesozoica le montagne vengono erose lasciando alloro posto delle pianure elevate, è per questo motivo che nell’isola mancano delle catene montuose vere e proprie, era cenozoica (la pressione dell’ Africa contro l’Europa produce enormi spaccature nel sistema montuoso sardo , l’attività vulcanica è intensa ed il mare crea isole ed arcipelaghi) ed era antropozoica (periodo dei grandi alluvioni lungo i fiumi principali e conseguente interevento dell’uomo per riservare all’agricoltura il massimo spazio consentito dalla conformazione orografica).
La Sardegna è povera di montagne. La più alta è il Gennargentu che raggiunge solo 1834 metri di altitudine. La forma più frequente di altura è l’altopiano., diversi fra di loro, per altezza, estensione e costituzione. Le pianure sarde sono dette “campi” ed in esse si trovano frequentemente sorgenti termali e manifestazioni termali. La più importante è il Campidano che attraversa obliquamente l’isola dal golfo di Oristano al Golfo di Cagliari.
I corsi d’acqua hanno tutti un carattere torrentizio perché il terreno è poco permeabile e le acque scorrono rapidamente senza avere la possibilità di penetrare nel suolo. Inoltre, le piogge sono scarse e cadono soprattutto nel periodo settembre-dicembre. Le piene disastrose provocate dai fiumi maggiori, hanno reso necessaria la costruzione di laghi artificiali: in questo caso il flusso delle acque vengono regolate, viene resa possibile la produzione di energia elettrica e si costituisce un’importante riserva d’acqua per l’irrigazione dei campi durante il periodo vestivo di grande siccità.
In prossimità dei Golfi di Cagliari, di Oristano, di Palmas e dell’Asinara ed anche lungo qualche insenatura minore, si trovano dei laghi costieri, contenuti, di solito, all’interno di alvei interrati di antiche foci. In questi stagni, nei periodi di pioggia, entrano le acque dolci dei torrenti che si mescolano con quelle salate. Le acque salate provengono dal mare o per infiltrazione o attraverso canali; questi ultimi vengono tenuti aperti per permettere alle acque torrentizie di giungere al mare senza essere ostacolate dai cordoni sabbiosi (= dune) litoranei.
Le coste sono in buona parte alte e rocciose in quanto originate da fratture, sprofondamenti ed invasioni marine piuttosto recenti. Sui due lati minori a nord e a sud dell’ isola, si trovano delle gole che corrispondono ad antiche valli, ora sommerse. Na caratteristica delle coste è la presenza di “cale” o
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