Concetti Chiave

  • L'agricoltura rumena ha subito una privatizzazione rapida dal 1991, con la creazione di 3,6 milioni di microaziende agricole, ma ha visto una diminuzione della produzione a causa della frammentazione dei terreni.
  • La produzione industriale rumena ha visto un cambiamento verso le industrie estrattive e del settore energetico, ma la bassa produttività e l'obsolescenza delle attrezzature rappresentano sfide significative.
  • Il confine marittimo stabilito nel 2009 ha dato alla Romania accesso a giacimenti di gas nel Mar Nero, ma la ristrutturazione del settore industriale è ancora necessaria.
  • Le esportazioni rumene sono dominate dall'industria, contribuendo a un deficit commerciale cronico a causa delle importazioni di energia e tecnologie necessarie.
  • Dopo il crollo del Komecon, la Romania ha riorientato il suo commercio verso l'Occidente, diventando membro dell'Unione Europea nel 2007 e della NATO, consolidando le sue relazioni internazionali.

Transizione agricola in Romania

Prima del 1989, l'agricoltura rumena era collettivizzata per oltre l'85% e ha subito una privatizzazione accelerata dal 1991, quando l'Unione Sovietica si è sciolta. Gli ex proprietari hanno ottenuto tra 0,5 e 10 ettari di terreno coltivabile; Sono così sorte 3,6 milioni di microaziende che hanno cominciato a praticare l'agricoltura di sussistenza. Tuttavia, si è verificata una notevole diminuzione della produzione cerealicola a causa della frammentazione dei terreni, dell'assenza dei capitali necessari per l'acquisto di attrezzature, della scarsa infrastruttura e delle tecnologie. Oggi il paese produce mais, grano, barbabietola da zucchero, patate, frutta e latticini. L'allevamento di pecore, maiali e pollame è relativamente importante.

Evoluzione industriale e mineraria

La struttura della produzione industriale è leggermente cambiata. Le industrie di trasformazione, che rappresentano oltre l'85% della produzione industriale, hanno visto diminuire la loro quota a favore delle industrie estrattive e del settore energetico. Nonostante gli intensi sfruttamenti del periodo comunista, la Romania possiede ancora minerali (piombo, zinco, manganese, cromo e rame), petrolio, gas naturale, carbone e lignite. Il sito d'oro di Rosa Montana, in Transilvania, conterrebbe il terzo giacimento d'oro più grande del mondo. La produzione di energia è, tuttavia, il principale collo di bottiglia dell'industria rumena, a causa delle enormi capacità industriali sviluppate negli anni '60 e '70 e la natura "di consumo di energia" di un apparato di produzione obsoleto. L'inaugurazione, nel 1996, della prima unità della centrale nucleare di Cernavodă, gestita da un consorzio romeno-italo-canadese, ha risolto solo in parte il problema dell'approvvigionamento energetico.

Confini marittimi e risorse energetiche

Nel 2009 dalla Corte internazionale di giustizia dell'Aia ha stabilito il confine marittimo nel Mar Nero, tra Romania e Ucraina: alla Romania sono così spettati 9.700 km2 della piattaforma continentale, che nasconde grandi giacimenti di gas.
Nonostante questi cambiamenti, non c'è stata ancora una grande ristrutturazione del settore. La concentrazione industriale, qui maggiore che negli altri paesi dell'Europa centro-orientale, rende più difficili le riforme strutturali. Al primo posto la metallurgia dell'acciaio e dell'alluminio), la petrolchimica, la meccanica (agricola, ferroviaria, aeronautica, automobilistica), seguita da tessile, alimentare, legno e carta. Ma la produttività è bassa, per mancanza di investimenti.

Commercio estero e relazioni internazionali

Oltre il 90% delle esportazioni proviene dall'industria, che è, allo stesso tempo, fonte di un deficit commerciale cronico, dovuto alle importazioni di energia, prodotti intermedi e tecnologie di cui ha bisogno. Le principali voci di esportazione sono abbigliamento, mobili, veicoli per il trasporto, fibre chimiche sintetiche e artificiali e metallurgia.

Dopo il crollo del Komecon, il commercio estero rumeno ha subito un riorientamento verso l'Occidente. Così, nel 1995, il commercio con i paesi dell'Unione Europea rappresentava più della metà del volume totale, contro solo un terzo. Nel 1995 è entrato in vigore l'accordo di associazione con l'Unione Europea, che è diventata il primo partner commerciale della Romania. La Russia, invece, resta al terzo posto, a causa delle massicce importazioni di gas naturale e petrolio. Nel 1997, la Romania è entrata a far parte dei paesi firmatari dell'Accordo centroeuropeo di libero scambio, cioè Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia.

Nel 2007 la Romania ha aderito, insieme alla Bulgaria, all'Unione Europea e fa parte anche della NATO.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato l'impatto della privatizzazione agricola in Romania dopo il 1989?
  2. Dopo il 1989, l'agricoltura rumena ha subito una privatizzazione che ha portato alla creazione di 3,6 milioni di microaziende, ma ha anche causato una diminuzione della produzione cerealicola a causa della frammentazione dei terreni e della mancanza di capitali e infrastrutture.

  3. Quali sono le principali risorse minerarie e energetiche della Romania?
  4. La Romania possiede minerali come piombo, zinco, manganese, cromo e rame, oltre a petrolio, gas naturale, carbone e lignite. Tuttavia, la produzione di energia rimane un collo di bottiglia per l'industria a causa di un apparato obsoleto.

  5. Come è cambiato il commercio estero della Romania dopo il crollo del Komecon?
  6. Dopo il crollo del Komecon, il commercio estero rumeno si è riorientato verso l'Occidente, con l'Unione Europea che è diventata il primo partner commerciale, rappresentando oltre la metà del volume totale nel 1995.

  7. Quali sono le principali sfide per l'industria rumena?
  8. L'industria rumena affronta sfide significative, tra cui una bassa produttività dovuta alla mancanza di investimenti e un settore energetico inadeguato, nonostante la presenza di grandi capacità industriali.

  9. Qual è la situazione attuale della Romania in termini di relazioni internazionali?
  10. La Romania è entrata nell'Unione Europea nel 2007 e fa parte della NATO, consolidando le sue relazioni internazionali e il commercio con i paesi occidentali, mentre mantiene legami significativi con la Russia per le importazioni di energia.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community