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Risorse ed economia-Albania

Fino agli anni Novanta del secolo scorso l'Albania è rimasta isolata politicamente e ciò ha determinato una grave crisi economica. L'agricoltura è scarsamente meccanizzata e poco produttiva, l'industria è arretrata e carenti sono gli scambi commerciali con gli altri Stati. Il reddito pro capite è molto basso e l'economia del Paese dipende dagli aiuti internazionali e dalle rimesse degli emigranti. La rinascita economica di questo Paese necessita di investimenti stranieri che portino tecnologie moderne e avanzate in grado di produrre beni competitivi sul mercato europeo. In questi ultimi anni il basso costo della manodopera locale ha attirato gli investimenti di numerose piccole e medie imprese anche italiane, ma l'instabilità politica e l'insicurezza sociale frenano l'afflusso dei grandi capitali.
Il settore primario assorbe ancora oggi il 50% della popolazione attiva, nonostante l'estensione dei terreni coltivabili sia molto limitata. Si pratica soprattutto l'agricoltura di sussistenza. Si producono frumento, barbabietole da zucchero, vite e ulivo.

L'Albania possiede molte risorse naturali, ma le carenze tecnologiche dell'industria pesante non ne permettono un adeguato sfruttamento; di recente molti impianti obsoleti sono stati smantellati. Sul territorio sono attive numerose industrie leggere, in particolare nel settore alimentare, tessile, delle calzature e del tabacco.
Il settore terziario è poco sviluppato e assorbe solo il 1% della popolazione attiva. La rete delle vie di comunicazione è carente e ostacola lo sviluppo delle attività commerciali. Anche il turismo, che può contare su ambienti naturali incontaminati, è frenato dalla inadeguatezza delle strutture alberghiere e dalla forte instabilità politica.

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