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LE RELIGIONI E LA NATURA

Spesso le religioni attribuiscono agli elementi del mondo naturale un significato particolare: nei culti più primitivi (animismo), il cielo e la terra, ma anche gli alberi e le rocce, sono abitati da uno spirito che è necessario rispettare.
Il cielo e la terra sono stati anche i due simboli principali delle religioni antiche più evolute. I popoli dell'emisfero boreale veneravano il luogo in cui sorgeva il Sole, ossia l'est: i Romani, quando dovevano fondare una città, avevano cura che il Foro fosse orientato verso est,così come in seguito sono state orientate nella stessa direzione molte chiese cristiane.
Molti elementi del territorio sono considerati sacri da diverse religioni.
I fiumi, in particolare, hanno avuto un carattere sacro quasi dovunque e in ogni tempo, dato che le zone attraversate dai corsi d'acqua hanno costituito a lungo gli ambienti più favorevoli alla vita umana.

Anche la montagna è uno degli elementi più ricorrenti: basta pensare all'Olimpo dei Greci o al Monte Sinai, dove secondo la tradizione ebraica Mosè ricevette le Tavole della Legge.
Tuttavia, il valore simbolico dei monti non è sempre lo stesso. In alcune religioni, come nel calvinismo, la montagna è considerata il luogo dov'è possibile contemplare al meglio la natura,opera divina: in altre,soprattutto quelle praticate dove i rilievi hanno natura vulcanica,la montagna è invece un elemento terrificante.
In Giappone le montagne sono sacre,ma si crede che siano popolate da divinità ''malvagie'', mentre quelle ''buone'' si trovano in pianura: in questo Paese le zone di montagna sono pressoché spopolate e i giapponesi hanno sempre affollato le pianure costiere.

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