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POPOLI, ETNIE E MINORANZE

Ci sono popoli multietnici come quello degli Stati Uniti che si è formato per successive ondate migratorie: prima quelle anglosassoni, poi quella dei neri deportati dall’Africa nelle piantagioni, poi quelle di tedeschi, italiani, russi, greci ecc., infine quelle di asiatici e di latino-americani.
Ora tutti questi gruppi etnici, caratterizzati da culture in origine assai diverse, riescono sostanzialmente a condividere lingua a stile di vita.
In molti altri casi, il popolo è composto in grande maggioranza da una sola etnia. È facile che questo accada nelle località in cui le caratteristiche del territorio o quelle climatiche hanno reso,soprattutto in passato, assai difficile l’arrivo di gruppi etnici diversi.
È il caso delle isole ben lontane dalla terraferma o che presentano condizioni climatiche poco ospitali come l’Islanda e delle aree che hanno confini naturali molto difficili da valicare, come è stato per parecchio tempo il Tibet.

I flussi migratori stanno cambiando alcuni popoli europei che fino a pochi anni fa potevano essere considerati fra quelli formati da una sola etnia.
Molti di essi piano piano stanno acquistando caratteristiche multietniche: tuttavia, questo processo è ancora all’inizio e per ora si registra per lo più una forte diffidenza reciproca: ‘’l’obiettivo primario dei migranti è quello di essere integrati nella struttura sociale, non quello di assumere come propria l’identità dello Stato di accoglienza.
Allo stesso modo, gli europei non considerano i nuovi arrivati come parte integrante dello Stato; e questi abitano un territorio del quale non possono sentirsi parte: sono esclusi in partenza.
Non è un caso che si definisca questa nuova popolazione con l’appellativo di ‘’extracomunitari ‘’, come a precludere una qualunque possibilità di integrazione nell’ambito comunitario.

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