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La popolazione in Italia

Se si osserva la carta tematica sulla distribuzione della popolazione in Italia e se la si confronta con quelle sull’industria, si può osservare che in Italia, le aree a più alta densità abitativa sono situate nelle regioni del Nord, soprattutto nella zona padano-veneta, lungo le fasce costiere e in corrispondenza delle grandi aree urbane. Tuttavia , però, non è sempre stato così. Negli ultimi decenni, in particolare durante gli anni di maggiore sviluppo delle attività economiche nelle aree urbane, molte famiglie si sono trasferite dalla campagna e dalle zone di montagna e di collina alla città in cerca di migliori condizioni di vita: è il fenomeno dell’urbanesimo. Nello stesso periodo, molte persone si spostarono dalle regioni centrali e meridionali alle aree industriali del Nord che offrivano migliori possibilità di lavoro: furono gli anni dell’emigrazione. Più della metà della popolazione vive oggi nelle città, che in alcuni casi si sono espanse fino a inglobare i comuni vicini e a invadere la campagna circostante. Le industrie, con i loro scarichi velenosi , sono state allontanate dai centri urbani e trasferite nelle zone periferiche; le città sono diventate soprattutto luogo di servizi, non solo per i residenti, ma anche per gli abitanti delle zone vicine che, pur non vivendo in città, vi si recano spesso e usano regolarmente i suoi servizi. Negli ultimi anni si sta verificando un fenomeno nuovo: a causa del sovraffollamento , dell’inquinamento, dei costi elevati, molti cittadini preferiscono trasferirsi in periferia o in centri minori. Si è così accentuato il fenomeno del pendolarismo: migliaia di persone si recano il mattino in città per lavorare o per studiare e tornare a casa la sera. Ovviamente ciò crea grossi problemi di trasporto e di traffico.

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