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Piemonte: Agricoltura e allevamento

Il Piemonte primeggia tra le regioni italiane per numero e varietà di risorse economiche. L’agricoltura, intensamente praticata, dà prodotti diversi; nelle zone di pianura, coltivate prevalentemente a cereali, si ricavano forti quantitativi di frumento, granoturco e riso, di cui Vercelli e Novara sono i mercati più importanti; nei terreni di montagna crescono segala, patate e castagne (rinomati i marroni di Cuneo); sulle pendici collinari, specie su quelle del Monferrato e delle Langhe, maturano uve da vino molto apprezzate. Gli ortaggi e la frutta sono coltivati tanto in pianura quanto in collina. Tra i prodotti spontanei abbondano i funghi e i tartufi (Cuneo e Alba). Discretamente sviluppano è anche l’allevamento, soprattutto quello dei bovini; nei mesi estivi le mandrie lasciano la pianura e salgono agli alti pascoli alpini. Molto fiorenti è perciò l’industria dei latticini. Risaie allagate. I campi sono suddivisi in varie camere per mezzo di argini di terra. L’acqua, introdotta nella parte più alta, scorre via via in tutte le camere, perché la risaia ha una lieve pendenza. La popolazione del Piemonte manifesta l’unità regionale nella somoglianza dei dialetti locali. Essa non figure tra le più dense d’Italia, poiché il territorio è coperto in gran parte da montagne deserte o da valli che vanno spopolandosi: i montanari sono infatti indotti dalla scarsità di risorse economiche ad emigrare all’estero (specialmente in Francia) o a cercare nei centri di pianura condizioni di vita meno dure. Nelle città, nelle borgate, nelle campagne della pianura si stipa perciò la maggior parte della popolazione piemontese, che tuttavia permane relativamente fitta anche nelle zone collinari.
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