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I paesi sottosviluppati

Ci sono regioni della Terra che sono rimaste ai margini della globalizzazione e in cui i progressi in istruzione, salute e reddito sono stati modesti. Questi paesi sono etichettati in modo dispregiativo come paesi del “terzo mondo” e sono principalmente quelli che occupano la parte bassa della classifica dell’ISU e sono concentrati in gran parte nell'Africa subsahariana e nell'Asia centro-meridionale. Molti di loro sopravvivono solo grazie agli aiuti internazionali o alle esportazioni di materie prime minerarie, energetiche e agricole (colture di piantagione), i cui prezzi oscillano con tale frequenza e ampiezza da determinare gravi crisi economiche. I Paesi più penalizzati sono quelli privi di sbocchi sul mare, distanti dai mercati mondiali e impermeabili agli effetti positivi della globalizzazione. Spesso sono afflitti anche da gravi disuguaglianze sociali e da problemi politici o culturali: guerre per le risorse, conflitti etnici, regimi politici non democratici, problemi ambientali e sanitari (epidemie di malaria, tubercolosi, AIDS, e molte altre malattie che in questi paesi causano un elevato numero di morti infantili), profonde disuguaglianze sociali, ecc. Inoltre a peggiorare la situazione vi sono gli squilibri alimentati dagli interessi economici degli Stati più ricchi, le potenze coloniali del passato e le multinazionali di oggi, con l’appoggio di governi locali corrotti e incapaci.

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