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Il Nilo

Con una lunghezza di più di 6.600 chilometri, una portata media al secondo di 2.000 metri cubi ed un bacino con una superficie di 2.840.000 metri quadrati,il Nilo contende al Mississippì il primato del fiume più lungo. Il suo percorso è alquanto complesso ed articolato.
Il ramo iniziale del Nilo è rappresentato dal fiume Kagera che nasce dai monti del Ruanda belga e si getta nel lago Vittoria, a più di 100 metri di altitudine. Da questo esce il Nilo Vittoria; riceve le acque dei due laghi Alberto e Edoardo, dopo di che, col nome di Bahr el Gebel comincia il suo percorso nell’altopiano fra acquitrini e foreste paludose.
All’altezza di 400 metri dal livello del mare, il Nilo riceve le acque del Sobàt che proviene dall’Etiopia e del Bahr el Gazàl (o fiume delle Gazzelle. Traversando il territorio sudanese, il fiume, che qui prende il nome di Nilo Bianco (Bahr el Abiad), attraversa zone aride e desertiche perdendo così buona parte delle sue acque. Non arriverebbe al Mediterraneo e si disperderebbe nel terreno in tante piccole paludi se non ricevesse il forte tributo del Nilo Azzurro. Il Nilo azzurro o Bahr el Azràch) è un grosso fiume che nasce dal lago Tana a 1840 metri sul livello del mare e va a confluire con il Nilo Bianco a Khartoum, E’ proprio il Nilo azzurro che, durante le sue piene, in tarda estate o nel primo autunno, trasporta dall’altopiano etiopico la massima parte del limo fertile per cui il Nilo è famoso.
A Khartoum, il Nilo Bianco e il Nilo azzurro riuniti prendono il nome di Nilo propriamente detto, o Grande Nilo. Dopo circa 75 chilometri, esso forma la prime delle sue sei imponenti rapide, chiamate cateratte che sono numerate da 1 a 6, partendo dal mare. Quindi, attraversa il deserto impoverendosi sempre più di acque. Su questo lungo tratto, esse vengono anche abbondantemente prelevate per l’irrigazione. In territorio sudanese il Nilo forma altre quattro cateratte che vengono sfruttate per produrre una grande quantità di energia elettrica, molto indispensabile alla vita economica del paese.
Da Assuan al mare, per circa 800 chilometri, il Nilo è navigabile anche da grandi imbarcazioni. Il fiume attraversa tutto l’Egitto per circa 1300 chilometri e, a circa 15 chilometri dopo il Cairo, comincia ad allargarsi e a suddividersi in numerosi rami che formano il suo immenso delta, sboccando così nel Mediterraneo. I rami del delta sono numerosi, ma soltanto due sono navigabili: quello di Damietta, presso il canale di Suez e quello di Rosetta presso Alessandria.
Che l’Egitto sia un dono del Nilo è proverbiale. Durante le piene estive, il fiume viene regolato dall’uomo con una fitta rete di canali, deposita sul terreno l’humus ed il fango trascinati dalle regioni vulcaniche dell’Abissinia. In questo modo si viene a creare una striscia larga alcuni chilometri di terreno fertile e produttivo lungo le sue sponde, come una vera e lunghissima oasi. Le caratteristiche del sistema ferroviario in Egitto e nel Sudan indicano l’importanza del Nilo come via di traffico. Infatti, lungo il fiume, si notano tronchi ferroviari separati, corrispondenti ai tratti di fiume nei quali la navigazione è resa impossibile dalle cascate. Le ferrovie servono per superare questi tratti. Per il resto, le comunicazioni si svolgono per via fluviale.
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