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Molise: Agricoltura, allevamento, pesca


L’economia tradizionale della regione è di tipo agricolo-pastorale. Sulla breve striscia costiera di coltivano ortaggi in piccola quantità, specialmente pomodori; su taluni altipiani patate, barbabietole da zucchero, liquirizia e zafferano (l’Aquila); sulla fascia collinare viti e olivi. Nelle conche di Teramo e del Fùcino è diffusa la coltivazione dei cereali, specie del frumento, ma i relativi redditi sono esigui. Molto sviluppato è l’allevamento, soprattutto quello delle pecore, che pascolano d’estate sulle montagne e scendono d’autunno nelle pianure del Lazio e della Puglia, seguendo piste battute da secoli, i cosidetti “tratturi”, o utilizzando moderni mezzi di trasporto. Le pesca è praticata abbastanza intensamente lungo tutta la costa. Il clima è continentale all’interno, nella zona montuosa, dove gli inverni sono rigidi e abbondanti le nevicate; è invece più mite nella fascia collinare e costiera, per l’influenza del mare. La popolazione: l’asprezza del suolo spiega la bassa densità di popolazione. Le difficoltà di vita e di lavoro spingono oggi molti Abruzzesi a trasferirsi in altre regioni italiane, dove però conservano un amore tenace per la loro terra. Anche in passato gli Abruzzesi fornirono uno dei maggiori contributi all’emigrazione, specialmente a quella permanente in paesi stranieri. Le zone più abitate sono quelle costiere, collinari e degli altipiani meno elevati; poco popolare sono, invece, le terre più alte e quasi deserte le montagne. La popolazione rurale, specialmente nel Molise, vive in prevalenza accentrata in borghi e villaggi, secondo un costume che troveremo ancor più diffuso in alcune regioni dell’Italia Meridionale e delle isole.
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