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Il mercato delle armi



Nessun settore economico è tanto ambiguo come quello della produzione e della vendita delle armi; infatti, esso coinvolge regimi democratici e regimi dittatoriali, imprenditori onesti e bande criminali, servizi secreti e organizzazioni terroristiche. Inoltre, esiste un traffico legale di armi, regolato da trattati internazionali e controllati dai governi ed un traffico illegale che segue la via del contrabbando e quelle del commercio della droga.

In realtà, quando si parla di vendita di armi. non esiste una netta separazione tra commercio lecito e illecito; infatti, gli apparati statali possono agevolare operazioni clandestine per motivi politici o strategici.
Spesso, dietro la facciata delle dichiarazioni ufficiali si nasconde una realtà paradossale. Per esempio: durante la guerra Iran-Iraq, le mine recuperate nel Golfo Persico e sganciate numerosissime dagli iraniani per colpire le petroliere irachene erano costruite a Brescia e di questo si accorsero i marinai italiani in missione in quella zona. Nella stessa area e nello stesso periodo, i soldati americani catturarono un commando iraniano dotati di un missile molto sofisticato di origine americana. Esso era stato fornito qualche mesa prima dagli USA ai partigiani afghani combattenti contro l’esercito russo, i quali lo avevano poi ceduto ai fratelli musulmani del vicino Iran. Il traffico illegale interessa tutti i tipi di arma, ad eccezione di quelle chimiche e nucleari.

Attualmente, gli USA vendono armi soprattutto al Medio Oriente, al Giappone e ad alcuni stati europei come Belgio, Paesi Bassi e Italia. Dopo la dissoluzione dell’URSS le ex repubbliche sovietiche dispongono di un proprio arsenale militare e sono sempre disposte a vendere le proprie armi a chiunque sia disposto a comprare con valuta pregiata. Questa è una buona occasione per molti paesi in via di sviluppo per accedere a tecnologie avanzate senza dover spendere troppo. L’Europa Occidentale è il terzo esportatore del mondo; tuttavia ha subito un declino negli anni ’80 del XX secolo per due motivi: la concorrenza delle armi USA più avanzate tecnologicamente, l’impoverimento dei paesi del Terzo Mondo, tradizionali clienti dell’Europa. Una parte minore, ma in continua crescita, è rappresentata dall’esportazione di armi originaria nelle aree del mondo in via di industrializzazione, come l’Estremo Oriente (con Cina, Giappone, India, Corea del Nord e del Sud e Taiwan) Anche il Brasile e l’Argentina vendono armi, soprattutto ai paesi del Terzo Mondo. Molti di questi paesi emergenti hanno cominciato l’attività di esportatori, costruendo armi su licenza dei grandi gruppi statunitensi ed europei. Successivamente, il nuovo panorama politico ha dato loro una maggiore libertà di azione che si è ben presto tradotta in forte concorrenza sui mercati internazionali.
La fine della guerra fredda USA/URSS ha comportato un freno all’espansione del mercato legale, dato che si preferiva incentivare politiche di disarmo e di riduzione delle spese militari. Tuttavia, essa ha fatto la fortuna del mercato illegale, molto prospero a causa dei numerosi focolai di guerra sparsi in tutto il mondo. Il mercato clandestino delle armi vede come protagonista degli intermediari di professione, esponenti della criminalità organizzata, affaristi senza alcun scrupolo, servizi segreti e anche funzionari governativi. Il fatto più grave è che la vendita illegale vede la complicità anche di governi democratici che non si vergognano a fornire armamenti a guerriglieri o a stati sottoposti a embargo. Il metodo classico a cui si ricorrere è la “triangolazione”: in pratica, un paese autorizzato regolarmente all’importazioni di armi riesporta queste ultime verso un paese soggetto a embargo.
Occorre anche aggiungere che molti governi utilizzano i canali clandestini per far filtrare le armi oltre le barriere politiche e ideologiche, evitando così spiegazioni di fronte all’opinione pubblica che potrebbero essere imbarazzanti. Questo spiega perché la Cina abbia ricevuto armi dall’Occidente anche dopo la repressione di piazza Tienanmen. Sul mercato clandestino vengono vendute armi di tutti i tipi, perfino quelle chimiche, al plutonio o ordigni nucleari.
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