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Le maree: cause, meccanismo, conseguenze


Il livello del mare non è fisso, ma viene continuamente modificato dal moto ondoso e dalle maree. Le maree sono oscillazioni periodiche del mare causate dall’attrazione combinata del Sole e della Luna. Si verifica due volte al giorno in innalzamento (flusso) ed altre due volte (riflusso) in discesa, quindi in pratica ogni sei ore si ha un movimento. Si dice “alta marea” il momento nel quale l’acqua ha raggiunto il livello più alto e bassa marea il momento in cui l’acqua si trova al livello più basso.
Poiché, la legge di Newton l’azione dei corpi celesti è direttamente proporzionale alla massa ed inversamente proporzionale al cubo delle distanze, l’attrazione della Luna è di gran lunga superiore a quella del Sole. Per questo motivo, si può anche dire che la periodicità delle maree rispecchiano soprattutto i l ritmo dei moti lunari. Quando il centro del Sole, della Luna e della Terra si incontrano sulla stessa retta, le attrazioni del Sole e della Luna si sommano e si hanno le massime oscillazioni della marea ( = maree vive), se il centro del Sole e della Luna formano con quello della Terra un angolo retto, le attrazioni del Sole e della Luna si annullano parzialmente e si verificano le oscillazioni minime (= maree morte). L’ampiezza media della marea che è la media tra l’ampiezza delle maree vive con quelle morte; essa ha dei valori molto bassi in pieno oceano, ma valori molto alto in corrispondenza delle coste. In certe zone la massima marea può arrivare anche a 20 metri, come nella Manica, sulle coste della Patagonia e nel Canale di Bristol. Nei mari chiusi, come il mare Mediterraneo, le maree sono poco sensibili; il massimo si verifica nel Golfo di Venezia dove si può superare di poco il metro.
Le fluttuazioni di marea non solo comprendono moti verticali, ma anche scorrimenti orizzontali, chiamati “correnti di marea”. Tali correnti molto deboli in pieno oceano, sono rilevanti o perfino violente in adiacenza delle coste. Quando la corrente di marea principale si incontra con le controcorrenti si hanno dei vortici. Il più conosciuto è il vortice dello stretto di Messina, già conosciuto nell’Antichità nel mito di Scilla e Cariddi. Può succedere anche che se la marea raggiunge dimensioni notevoli, il flusso penetra dentro la foce del fiume ed esce come corrente di riflusso spazzando via tutti i detriti depositati dal fiume stesso e creando una foce ad estuario. È per questo motivo che la foce dei fiumi che si gettano nei mari aperti hanno sempre una forma ad imbuto ( = estuario), mentre quelli che si gettano in un mare chiuso hanno una foce ramificata (formata dai detriti depositati dal fiume e non rimossi), chiamata delta.
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