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Lazio: geografia fisica


Il Lazio confina con cinque regioni: Toscana, Umbria, Marche, Abruzzi e Campania ed è bagnato dal mar Tirreno. Appartengono al suo territorio alcune isole situate a circa 5o km a largo di Gaeta.
Attraverso tutto il Lazio e parallelamente al mare si estende un complesso vulcanico molto vasto: si tratta dei monti Volsini, Cimini, Sabatini e dei Colli Albani che conservano alla loro sommità crateri larghi anche più di 10 km occupati da laghi. I laghi di origine vulcanica sono:
• lago di Bolsena, nei monti Volsini ed è formato da alcuni crateri contigui; è il più ampio lago craterico di Europa che occupa una superficie di 114 kmq
• lago di Vico. Il fondo è occupato da tre crateri. Fa parte dei monti Cimini ed ha una area di soli 12 kmq
• lago di Bracciano, situato nei monti Sabatini ha una superficie di 57 kmq. La conca craterica che occupa è quasi rotonda
• lago di Albano. Si trova sui Colli Albani. Pur occupando un’area di soli 6 kmq, ha una profondità massima di 170 m
A sud , lungo la costa si trovano anche dei laghi costieri, formati da cordoni di sabbia litoranei.
L’idrografia del Lazio è molto complicata perché si è formata in un territorio montuoso di diversa origine e costituzione e continuamente modificato da eruzione e da movimenti tellurici di innalzamento e di abbassamento del terreno. Il fiume principale è il Tevere che un tempo sboccava nel mare nelle vicinanze di Todi, in Umbria, a circa 200 km dall’attuale foce. Dopo essere nato dal Monte Fumaiolo nell’Appennino Tosco-Romagnolo, il fiume è costretto a scorrere seguendo il senso dell’Appennino e quindi scorre in fondo a vallate fra loro parallele parallele. All’incontro con i Colli Albani, esso si apre un varco e devia verso il mare.
La campagna romana è nota per la sua fertilità in quanto nell’antichità si è ricoperta da colate laviche e da depositi di tufo provenienti dai vulcani adiacenti
La costa laziale è bassa e poco frastagliata. Versando in mare i detriti raccolti dall’Appennino, il Tevere fa continuamente avanzare la costa. Infatti, il Porto di Traiano, scavato sulla riva destra del fiume e il porto di Ostia antica, sulla riva sinistra, si trovano ormai, rispettivamente a più di 3 e 4 km dal mare.
Una caratteristica fisica del Lazio sono le grotte, abitate dall’uomo preistorico già 70.000 anni fa. Esse si aprono sulle pareti del promontorio del monte Circeo e furono scoperto soltanto nel 1939. Nel periodo che precedette l’ultima glaciazione, il mare si alzò di livello, invase le grotte e con l’erosione le rese più ampie. Durante l’ultima glaciazione, il livello del mare si abbassò di circa 90 metri e le caverne cominciarono ad essere abitate dall’uomo preistorico. Poi, lentamente furono ricoperte da pietre cadute dall’alto e riempite dalla sabbia portata dal vento. Quando i ghiacciai si sciolsero, il mare rialzò il livello e le sue onde ripulirono le grotte asportando tutti i detriti che col tempo si erano accumulati. Le caverne tornarono alla luce, ma conservarono sepolte molte tracce dell’uomo preistorico.
Nelle ultime migliaia di anni, le entrate delle grotte si ricoprirono di ammassi di detriti rocciosi fino a quando non furono scoperte casualmente nel 1939. All’interno di una grotta è stato rinvenuto il cranio di uomo vissuto 70.000 anni fa.
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