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Limiti dell'impronta ecologica e altre tipologie di indicatori

Gli stessi autori riconoscono i limiti dell’impronta ecologica, che sono i seguenti:
- Riduzione di tutti i parametri agli ha di superficie terrestre;
- Viene tralasciato l’utilizzo di energia nucleare;
- Il problema dell’inquinamento è considerato solo sulla base dell’anidride carbonica.
Oltre all’impronta ecologica esistono altri due indicatori, che sono l’impronta del carbonio (Carbon Footprint) e l’impronta idrica (Water Footprint).
Carbon Footprint
L’impronta del carbonio rappresenta l’emissione di gas che alterano il clima (CO2, CH4, Ossido nitroso N2O, Idrofluorocarburi HFCs), generati da un prodotto, un’organizzazione o un individuo. Si può così misurare l’impatto che queste emissioni hanno sui cambiamenti climatici di origine antropica. La carbon footprint è espressa in kg di CO2.

Water footprint
L'impronta idrica è un indicatore del volume totale di risorse idriche utilizzate da un paese per produrre i beni e i servizi consumati dagli abitanti della nazione stessa. Comprende l’acqua, prelevata da fiumi, laghi e falde acquifere (acque superficiali e sotterranee), impiegata nei settori agricolo, industriale e domestico e l’acqua delle precipitazioni piovose utilizzata in agricoltura.
L’Impronta idrica totale di una nazione è formata da due componenti: quella interna è la quantità di acqua necessaria a produrre beni e servizi prodotti e consumati internamente al Paese, quella esterna deriva dal consumo di merci importate. L’Impronta idrica di un prodotto è costituita dal volume totale, comprendente l’intera catena di produzione, di acqua dolce impiegata per produrre quel bene stesso.

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