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I fiumi e i torrenti

I fiumi e i torrenti, sebbene rappresentino complessivamente una modesta superficie rispetto a quella del mare e della terraferma, sono tuttavia tra gli ecosistemi naturali più intensamente sfruttati dall'uomo per la pesca, per la produzione di energia elettrica, come sorgenti di acqua potabile e di uso industriale ed agricolo, come vie di comunicazione e come mezzi per la eliminazione dei rifiuti organici. I fiumi e i torrenti sono le vie attraverso le quali numerose forme biologiche si disperdono e migrano ai laghi o al mare. Pesci migratori di varie specie, come il salmone e l'anguilla, che durante le varie fasi di sviluppo passano dai fiumi al mare o viceversa, scomparirebbero se non avessero più la possibilità di compiere i loro viaggi lungo i corsi d'acqua. Sovente i fiumi trasportano ingente quantità di frammenti rocciosi che, depositandosi a valle, formano le pianure alluvionali e i delta. Nel delta, con il tempo, si sviluppa una vegetazione lussureggiante e prosperano molte specie animali. Evidentemente gli ecosistemi propri dei delta e dei fiumi restano gravemente compromessi quando la portata dei corsi d'acqua viene alterata dalla costruzione di dighe per l'irrigazione dei terreni o per la produzione di energia elettrica. Gli ecologi a questo proposito citano l'esempio del Volga le cui acque sono oggi trattenute per il 50% da un sistema di dighe. In conseguenza degli sbarramenti, il delta e l'intero ecosistema del Volga ha subito un turbamento con danni rilevanti alla flora locale e specialmente alla fauna. I fiumi possono anche provocare inondazioni dei delta e delle pianure. Talvolta l'inondazione è vantaggiosa perchè rende fertili e produttivi i terreni: è questo il caso della inondazione naturale della valle e del delta del Nilo che periodicamente si verifica e che nel corso dei millenni ha dato la possibilità di sussistenza a una popolazione relativamente densa. Oggi le eccezionali risorse di quella regione sembrano compromesse dalla diga di Assuan che ne ha alterato l'ecosistema. Non sempre però le inondazioni sono benefiche: ogni anno in qualche regione del globo si registrano inondazioni disastrose. Basta ricordare quelle avventure in Cina, India, Stati Uniti e le catastrofi che colpirono l'Italia nel 1966, quando rimasero danneggiate Firenze e altre città. Tali inondazioni sono da attribuire soprattutto alla distruzione delle foreste che coprivano le colline e le montagne, cioè all'alterazione degli ambienti naturali. L'uomo perciò non deve dimenticare che la natura, quando viene offesa, si prende la rivincita.

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