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Globalizzazione

La globalizzazione è un processo economico, sociale e culturale che determina l’interdipendenza dei mercati a livello mondiale.

I fattori della globalizzazione
Evoluzione dei mezzi di trasporto
Rivoluzione tecnologica, dell’informatica e delle telecomunicazioni società dell’informazione mass media
Multinazionali
Finanza mondiale (borsa valori)
Graduale abolizione delle barriere doganali (UE, NAFTA, WTO)
Conseguenze della globalizzazione
Trasformazione nel mercato del lavoro (delocalizzazione)
Omologazione e standardizzazione dei consumi a modelli culturali occidentali marchi globali inglese: lingua del mondo globalizzato
Problematiche ambientali
Virus e parassiti

Le radici della moderna globalizzazione:
La globalizzazione affonda le proprie radici nel lontano passato: tutto inizia nell’Europa tardo medioevale, grazie al capitalismo mercantile;

Nell’età moderna le conquiste coloniali hanno consentito la prima espansione su scala planetaria dell’economia mondiale. Le materie prime venivano prese dalle colonie e lavorate nella madre patria per essere distribuite ancora nelle colonie;
Con la rivoluzione industriale si è formato un nucleo forte costituito dai paesi industriali europei, a cui si sono aggiunti l’America anglosassone, l’Australia e il Sudafrica. Il nucleo dei paesi industriali divenne un centro che dominava dal punto di vista economico, politico e culturale un’ampia periferia dei paesi non industrializzati. Il centro assorbiva le materie prime e i prodotti alimentari dalla periferia e vi esportava capitali, manufatti e spesso, lingua e cultura europea.
Alla fine dell’800, il mondo appariva integrato in un unico grande sistema mondiale, poi nel XX secolo si affacciarono sulla scena mondiale nuovi protagonisti: gli USA e il Giappone.
Le 2 guerre mondiali diedero vita ad un nuovo assetto mondiale, caratterizzato dalla divisione in due grandi aree di influenza dominate dalle due nuove superpotenze USA e URSS.
Alla fine degli anni 80, però, con la dissoluzione dell’URSS si sono create nuovamente le condizioni per l’affermarsi di una dimensione globale del mercato: un unico modello economico (USA unica potenza dal 1991).
Oggi l’assetto è di tipo multipolare.

Gli effetti collaterali della globalizzazione:
La globalizzazione è stata imposta al mondo con una promessa di pace e prosperità, invece ci troviamo di fronte a guerre e crisi economiche; ha chiaramente fallito nel migliorare le condizioni economiche di popoli e paesi, mentre ha aiutato alcune corporazioni ad aumentare i loro profitti e mercati. L’aumento della povertà e l’insicurezza economica hanno favorito il terrorismo e il fondamentalismo.

La risposta alla globalizzazione sta nella difesa delle diverse economie a livello locale e nazionale.

L’Unione Europea
1951: con il trattato di Parigi si istituisce la CECA per trovare un accordo sulla produzione siderurgica, per unificare i mercati e per una prospettiva di pace.
1957: viene firmato il Trattato di Roma che istituisce la Comunità Economica Europea (CEE): con questo documento vengono eliminati definitivamente i dazi doganali tra gli stati membri, sostituiti da una tassa doganale comune per i paesi extra Comunità. Secondo questo Trattato, il nuovo mercato comune nell’arco di dodici anni avrebbe consentito: la libera circolazione delle persone, delle merci, dei capitali e dei servizi. Viene istituita anche l’EURATOM (organizzazione per lo sviluppo nucleare ad uso civile).
1973: entrano Danimarca, Irlanda e Regno Unito
1979: il Parlamento europeo viene eletto a suffragio universale
1981: entra la Grecia
1986: entrano Spagna e Portogallo
1992: con il trattato di Maastricht si istituisce l’UNIONE EUROPEA con due obiettivi:
Unione monetaria e finanziaia
Unione politica
1996: entrano Austria, Svezia e Finlandia
1997: si firma il trattato di Amsterdam con in quale si delineano le condizioni necessarie per permettere all’UE di affrontare l’evoluzione del quadro internazionale e le sfide della globalizzazione
1999: vengono fissati i rapporti di cambio delle varie valute per l’euro con le monete dei paesi che aderiscono. Per adottare l’euro è necessario soddisfare determinati parametri (criteri di convergenza) che impongono livelli massimi riguardo:

Il tasso di inflazione
Il tasso di interesse
Il deficit annuo di bilancio
Il debito pubblico
2001: trattato di Nizza: attua delle riforme istituzionali relativamente agli organi dell’UE in vista dell’adesione di altri stati. Viene inoltre proclamata nello stesso anno la carta dei diritti fondamentali dell’unione (dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, giustizia, cittadinanza).
2002: Entra in circolazione l’euro
2003: viene elaborata la costituzione europea ma nel 2005 Francia e Paesi Bassi la bocciano con un referendum
2004: entrano 10 paesi dell’est europeo
2007: entrano Romania e Bulgaria e viene proclamato il trattato di Lisbona i cui punti fondamentali erano:
Rafforzamento del parlamento europeo in materie di legislazione e bilancio
Principio di sussidiarietà
Iniziativa dei cittadini
Approvazione delle decisioni non più all’unanimità ma a maggioranza qualificata
L’istituzione di una nuova figura: alto rappresentante dell’unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
2013: entra la Croazia
Ad oggi i paesi dell’UE sono 28!

Il North American Free Trade Agreement (NAFTA) Firmato da Stati Uniti, Canada e Messico nel 1992 ed entrato in vigore nel 1994, mira alla creazione di un’area di libero scambio con il totale abbattimento delle barriere doganali per tutti i beni prodotti.
Il Mercado Comùn del Sur (MERCOSUR) Istituito nel 1991 riunisce Brasile, Argentina, Messico, Paraguay e Uruguay; creato come area di libero scambio, tende a divenire un’unione doganale, anche se imperfetta, poiché numerosi prodotti restano esclusi.

Il concetto di “sviluppo umano”
Può essere definito come “il processo di ampliamento delle scelte delle persone che dia loro la possibilità di godere di una vita lunga, sana e creativa” attraverso il soddisfacimento dei bisogni materiali dell’individuo e l’ opportunità di soddisfare anche i bisogni immateriali con la possibilità di coltivare i propri ideali.

Relativamente allo sviluppo umano stato istituito un indice: l’ISU il quale è misurato attraverso:
Speranza di vita alla nascita (determinata tenendo conto di dati statistici, il regime alimentare specialmente l’apporto calorico, l’accesso all’acqua potabile e l’accesso ai servizi sanitari)
Livello di istruzione, misurato in base al grado di alfabetizzazione degli adulti e grado di istruzione;
PIL pro capite.
L’indice va da 0 a 1, dove 0 è il più basso valore ISU e 1 il massimo.

In relazione all’ISU abbiamo altri indici quali:
ISUD (ISU calcolato per disugualianza): misura lo sviluppo umano di una popolazione tenendo conto del grado di disuguaglianza per reddito, salute e istruzione all’interno di una società.
IMP (indice multidimensionale della povertà): misura la soglia di povertà analizzando una serie di fattori a livello del nucleo familiare dagli standard di vita essenziali all’accesso all’istruzione, alla disponibilità di acqua pulita, all’assistenza sanitaria, alla disponibilità di combustibili per cucinare, agli standard seguiti per la costruzione della casa.
IDG misura la disponibilità tra uomo e donna nel campo della salute, dell’empowerment e della partecipazione alla forza lavoro.

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