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Friuli-Venezia Giulia – itinerario geografico, economico, storico ed artistico

Situata nella parte nord-orientale della penisola italiana, la regione ha come capoluogo Trieste e dal punto di vista amministrativo comprende le province di Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste. La regione, che fino al 1947, si chiamava soltanto Venezia Giulia, ha subito profonde modifiche: avendo ceduto all’ Jugoslavia l’ Istria con Fiume e Pola ed alcune parti di Gorizia e di Trieste, attualmente essa comprende il Friuli e dei lembi residui della Venezia Giulia. Per la sua posizione di confine e le caratteristiche etnico-linguistiche della sua popolazione, costituita in grande parte da Ladini, da Veneti e da Sloveni, la regione gode di uno Statuto speciale.
Dal punto di vista morfologico, essa è costituita da una zona montuosa, la Carnia, a nord, e da una zona pianeggiane, a sud, che si affaccia sul mare Adriatico, a volte con lagune (Grado o Marano), a volte con coste alte e scoscese. Il territorio è solcato da diversi fiumi: il Tagliamento, il Livenza e il Timavo oltre ad altri corsi d’acqua secondari. Il Timavo è un fiume particolarmente interessante che deve le sue caratteristiche al territorio carsico che attraversa: nasce in Slovenia col nome di Reka, scorre in Croazia ed è conosciuto a causa del percorso sotterraneo di circa 40 km. Col nome di Timavo, ricompare in superficie in territorio italiano che dopo aver percorso per circa due km, sfocia nel golfo di Trieste.

La popolazione è distribuita in modo piuttosto irregolare. Le aree montuose sono scarsamente popolate come l’alta pianura, poco produttiva, e la fascia costiera bordata da lagune. La popolazione si addensa invece intorno a Gorizia, Palmanova, Trieste Udine e Pordenone. Il flusso migratorio è stata ed è tutt’ora notevole.
L’agricoltura, che produce mais, frumento, uva frutta e foraggio, costituisce la tradizionale risorsa economica affiancata da un’attività industriale con vari impianti nel settore cantieristico tessile e chimico. Molto fiorente continua ad essere l’attività artigianale ed anche il turismo, sia sulla costa che nella Carnia, è in espansione. Da segnalare il porto di Trieste che negli ultimi tempi ha perso oltre il 30% dei suoi tradizionali traffici marittimi. Nonostante l'incidenza negativa di questo aspetto sul piano economico e occupazionale, la popolazione triestina gode di un alto tenore di vita anche perché è sede di numerose aziende di servizi (assicurazioni, banche) e di industrie di importanza nazionale ed internazionale.
Per quanto riguarda le comunicazioni, ha regione è ben collegata con l’Austria e con i paesi della ex Jugoslavia; tuttavia la posizione periferica rispetto ai grandi centri industrializzati della Val Padana e ai maggiori mercati di consumo, costituisce un ostacolo per un ulteriore sviluppo economico, nonostante che la rete stradale sia stata già da tempo potenziata.
Nel Friuli, le tracce preistoriche sono molto scarse e comunque assai tardive, in quanto la presenza umana viene attestata solo nella fase finale dell’ultima glaciazione. Anche l’agricoltura e la lavorazione dei metalli si sono diffuse più lentamente perché rallentate dalla scarsa disponibilità di materia prima. L’età antica vede la presenza dei Veneti ad ovest e degli Istri ad est i quali avevano il controllo della navigazione sul Mare Adriatico. Dal IV secolo a.C., cominciarono ad esercitare una forte pressione anche i Galli. La regione, che già aveva una colonia romana a Aquilea, inizia a passare sotto l’occupazione dei Romani nel IIII secolo a.C. Poco a poco, fu realizzata una rete viaria molto razionale che faceva di Aquilea il nodo più importante a cui fare capo per le comunicazioni marittime e terrestri dell’Italia nord-orientale. La posizione geografica della regione, favorì la minaccia delle invasioni barbariche e a nulla valse la creazione di un cordone di castra (cioè di cittadelle fortificate). Sotto il dominio degli Ostrogoti la regione conobbe un periodo di pace, purtroppo interrotto dalla devastante guerra greco-gotica. Carlo Magno trasformò la regione in marca del Friuli, il cui compito era quello di difendere l’Impero dalle invasioni. Il IX e il X secolo sono dei momenti di prosperità economiche per il Friuli e le zone adiacenti: è il momento in cui viene fondata Venezia e durante il quale il patriarcato di Aquilea e la città di Gorizia acquistano sempre più importanza. In epoca moderna, la regione passò prima sotto il dominio veneziano per fare poi parte dell’Impero asburgico e sarà annessa all’Italia solo al termine della Prima guerra mondiale, durante la quale essa costituì il fronte militare control’esercito austriaco. Alla fine degli anni ’40 del secolo scorso, sono da ricordare gli episodi vergognosi delle foibe in cui migliaia di Italiano persero la vita ad opera delle milizie del maresciallo Tito.
Un itinerario artistico offre la possibilità di visitare i resti romani di Aquilea e le opere architettoniche paleocristiane e longobarde presenti a Grado, ad Aquilea e a Cividale del Friuli. Notevoli sono anche le testimonianze romaniche nella basilica di Aquilea e nella basilica di San Giusto a Trieste. Il gotico veneziano è visibile nel palazzo del Comune a Udine.

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