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Pordenone – generalità


Prima dell’ultima guerra il Friuli faceva parte del Veneto e la Venezia Giulia formava una regione a sé, che si estendeva su tutta l’Istria e comprendeva molte isole del Golfo del Quarnero. Con il trattato di pace firmato a Parigi il 10 febbraio 1947 l’Italia dovette cedere alla Iugoslavia la maggior parte della Venezia Giulia: l’entrata in vigore della Costituzione Repubblicana, il 1° gennaio 1948, sanzionò l’atto di nascita della nuova unità regionale, che venne chiamata Friuli-Venezia Giulia. Trattando della Venezia Giulia si parla anche della Provincia di Trieste, che fu dapprima costituita a “ territorio libero”, sotto l’amministrazione di un Governo militare alleato, e che dal 1954 è ritornata sotto l’amministrazione italiana. L’economia di questa parte d’Italia risente della mutilazione politica a cui è stata sottoposta e nel complesso si presenta piuttosto povera. La popolazione del Friuli, densa nella pianura, è meno fitta nella Carnia e addirittura rada nelle valli più settentrionali. Nella provincia di Trieste, invece, dove prevalgono i centri cittadini, essa è fittissima e supera i 1300 abitanti per chilometro quadrato. La lingua parlata è l’italiano, ma accanto ad essa resistono nel Friuli il dialetto friulano e nella Venezia Giulia il dialetto veneto; alcune migliaia di allogeni (stirpi o nazioni), in prossimità del confine iugoslavo, parlano lo sloveno. Nella pianura si trovano anche Pordenone e l’antichissima Cividale, dalla cui denominazione latina, Forum Iulii, deriva il nome del Friuli. Al margine della Laguna di Grado sorge il centro rurale di Aquileia presso il quale si conservano suggestivi avanzi dell’antica città romana. Udine: il Palazzo del Comune o “della Loggia”. Devastato da un incendio nel 1876, fu ricostruito nelle sue forme originali.
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