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Friuli Venezia-Giulia - Industria



Il Friuli Venezia Giulia può essere ormai considerata una ragione industriale a tutti gli effetti, per l'incidenza che al settore secondario c'è nelle occupazione che nella formazione delle risorse. Si tratta però di una struttura che ha carattere molto peculiare ed eterogeneo nei due nuclei storici regionali, il Friuli Venezia e la Giulia, e che si caratterizza per il contesto storico e geografico in cui si è formato.
Sono localizzate lungo le principali vie di comunicazioni ferro-stradali e fluvio-marittime, con particolare riguardo al grande asse centrale che collega i quattro capoluoghi provinciali. Nella bassa pianura il centro principale è Pordenone, la seconda città del Friuli e il più recente capoluogo di provincia italiana, che ha visto svilupparsi, accanto alle industrie tessili, quelle metalmeccaniche e altri complessi industriali, come quello della ceramiche della cartotecnica. Alcune importanti industrie sono a Gorizia, capoluogo della penultima provincia italiana per superficie, la città è stata notevolmente danneggiata al confine Italo-jugoslavo, dopo la Seconda Guerra Mondiale, che, correndo lungo il limite orientale della città, la privata di quella che era la sua stazione ferroviaria. Ho una ventina di chilometri da Gorizia, in una posizione di controllo delle vie di comunicazione vicino all'Ischia, sorge Monfalcone, sede di importanti cantieri navali e di numerose altre industrie.

Trieste è attualmente al nono posto tra i porti italiani per traffico merci. Le produzioni agricole hanno richiesto la localizzazione, nelle aree di maggiore specializzazione, di varie industrie alimentari, quali molini, pastifici, zuccherifici, essiccatoio di tabacco, conservifici, cantine. Anche le produzioni zootecniche hanno concorso alla localizzazione industriale con la diffusione dei caseifici di alcuni stabilimenti di lavorazione delle carni. Esistono industri localizzati in prossimità del risorse del sottosuolo e nelle aree forestali agricoli come l'industria estrattiva da cui si estraggono i minerali di piombi e di zinco. Le argille della bassa pordenonese e delle colline orientali hanno richiamato molto le industrie della ceramica e laterizi. Il calcare offre anche materiali da costruzione, fra cui alcuni marmi pregiati, che hanno attirato presso le cave l'industria marmifera. Le risorse forestali hanno favorito la lavorazione del legno nelle segherie di valle e nelle botteghe artigiane, di cui è significativa espressione il mobilificio di Sutrio, nella valle del But. In montagna si sono localizzate anche alcune cartiere che in passato si approvvigionavano nei boschi carnici.