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Formazione e caratteristiche dei fiumi



L’acqua che cade dal cielo, sia essa pioggia o neve, alimenta i fiumi e i laghi, o evapora, oppure penetra nel terreno attraverso fratture e porosità per riaffiorare più a valle.
L’acqua sgorga in superficie in un punto chiamato sorgente e forma il fiume, che scorre in un letto (o alveo) delimitato da due rive (o sponde); esso è rifornito da ruscelli (corsi d’acqua di piccole dimensioni) e torrenti (corsi d’acqua stagionali con un percorso interrotto da cascate e rapide).
La grandezza di un fiume si misura con la portata, che rappresenta la quantità d’acqua che passa in una sezione del corso d’acqua in un secondo. Durante l’anno ogni fiume conosce periodi di piena, quando la portata è massima, e di magra, quando la portata è minima.

Insieme a particolari condizioni meteorologiche, possono verificarsi lo straripamento del fiume, ossia l’uscita dai suoi argini, oppure la secca, quando le acque diminuiscono fino al prosciugamento.
Il Reno, come tutti i fiumi, è un torrente nei pressi del suo alto corso (la parte in prossimità della sorgente e dei rilievi), ma scendendo a valle riceve l’acqua di altri corsi d’acqua e diventa un fiume.
Ai piedi delle Alpi esso forma un lago (il Lago di Costanza ), cioè una massa di acqua racchiusa in una cavità terrestre, di cui è immissario, cioè vi confluisce, ed emissario, dato che ne esce per proseguire il suo corso. Il percorso del Reno è, poi, interrotto da imponenti cascate a Schaffhausen, perché incontra un dislivello ripido che provoca un salto dell’acqua.