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Le acque sotterranee - descrizione


Di tutte l’ acqua piovana che cade sulla terra, un terzo scorre in superficie e si riversa nel mare, un terzo evapora ed un terzo filtra nel terreno
L’acqua penetra nel sottosuolo seguendo due vie una più lenta è l’assorbimento da parte delle rocce poroso e permeabili, l’altra, che può essere anche rapidissima, è la penetrazione per fessurazione, cioè attraverso fessure, spaccature o crepacci esistenti nel terreno o nelle rocce.
Una volta penetrate nel sottosuolo, le acque che prendono il nome di “vadose” vanno ad occupare, poco a poco, tutti gli interstizi delle rocce, impregnando il sottosuolo fino ad un certo livello che si chiama livello freatico. Naturalmente, nel terreno permeabile l’acqua penetra sempre più in profondità fino a che non entra in contatto con una roccia impermeabile. Qui si accumula formando una specie di serbatoio naturale, la falda acquifera o freatica. Esistono falde freatiche enormi con capacità di migliaia di metri cubi. Sono raggiunte con perforazioni simili a quelle petrolifere ed erogano grandi quantità di acqua fresca e limpida, utilissima soprattutto nelle regioni aride o desertiche. Generalmente l’0acqua delle falde acquifere sono estratte tramite pome, ma esistono anche pozzi che funzionano senza pompe perché le acque una volta raggiunte da una perforazione o da una fessura naturale risalgono sall’esterno da sole. Questi pozzi naturalistici chiamano pozzi artesiani, da Artois, una regione del nord della Francia, dove essi furono scoperti per la prima volta nel 1126. Il principio dei pozzi artesiani si basa sul principio dei vasi comuni. Quando le acque sotterranee, durante la loro discesa verso il basso incontrano strati impermeabili in pendio scorrono sula loro superficie, finché non trovano una via di uscita formando così una sorgente. Si tratta semplicemente di un’uscita in superficie di acqua sotterranea senza che ci sia bisogno di scavare il suolo. Esistono vari tipi di sorgente:
• sorgente di emergenza: determinate dall’emergenza delle acque freatiche alla superficie
• sorgenti di trabocco: che si formano quando l’acqua del bacino sotterraneo si versa all’esterno perché troppo piano
• sorgenti di contatto: che sgorgano per deflusso naturale delle acque di una falda contenuta in un terreno permeabile nella zona di contatto con un terreno impermeabile sottostante
• sorgenti di sbarramento, provocate dal rigurgito dell’acqua quando essa incontra ostacoli come strati impermeabili che sbarrano così il suo naturale movimento
• sorgenti di fessura: che sgorgano attraverso fessure della roccia.
Fra i tipi di sorgente possiamo anche inserire le risorgive o fontanili
Spesso le acque, filtrando in profondità, asportano, sciogliendole, molte sostanze minerali oppure si riscaldano ed anche in questo caso si mineralizzano. Si hanno così le sorgenti minerali, termali e termominerali
L’acqua piovana è sempre un po’ acidula perché contiene in soluzione l’anidride carbonica dell’aria sotto forma di acido carbonico. Per questo motivo essa riesce quasi sempre ad intaccare la roccia e a decomporla chimicamente. Le rocce più intaccabili sono quelle calcaree che sono a base di carbonato di calcio. Il carbonato è pochissimo solubile in acqua, ma l’ acidità dell’acqua piovana lo trasforma in bicarbonato che è molto solubile. Per questo motivo, le rocce calcaree vengono erose, fessurate ed i ponti composti da queste riocce prendono il nome di rocce carsiche. Il fenomeno si estende anche in superficie dove si formano le doline, provocate dal crollo delle caverne calcaree poste quasi in superficie. I fenomeni carsici sono presenti soprattutto nel Friuli- Venezia Giulia. In tale regioni è frequente anche il fenomeno dei fiumi sotterranei. In questo caso, le acque piovane, appena giunte al suolo, sono inghiottite dalle fessure e si rovesciano all’interno della grotta formando dei laghetti, dei torrentelli e delle cascate. A volte, si formano dei veri e propri fiumi che vengono inghiottiti per poi riapparite molti chilometri più avanti anche da sorgenti intermittenti. Un caso noto ci è dato dal fiume Timavo che riappare dopo 40 chilometri di percorso.
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