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I flussi migratori: cause e conseguenze


Da sempre, i flussi migratori, hanno costituito un fatto rilevante non solo nelle relazioni fra i diversi stati ma anche nei confronti della vita culturale e soprattutto sociale.
Negli ultimi anni, il crollo di alcuni regimi politici ed il persistere in Africa, Asia o in America Latina, di regioni caratterizzate da povertà, hanno provocato un incremento degli spostamenti di popolazioni alla ricerca di migliori condizioni di vita.
D’altra parte la pressione demografica dei paesi del Terzo Mondo e l’invecchiamento della popolazione di alcuni paesi più ricchi, ha ulteriormente aumentato l’importanza dei flussi migratori. Il problema dell’integrazione degli immigrati è ormai un problema centrale anche per l’Italia che a partire dagli anni ‘80 del secolo scorso ha visto aumentare progressivamente il numero degli extracomunitari e fra questi anche quello dei clandestini.
La causa primaria di questi spostamenti è rappresentata da uno squilibrio fra popolazione e risorse, a cui si aggiungono molto spesso cause di tipo socio-culturali, costituite per lo più da conflitti etnici, politici o religiosi dei paesi di origine. Infatti si parla di migranti economici, di migranti climatici a cui si aggiungono coloro che richiedono lo status di rifugiato. Pertanto, i fattori che spingono ad emigrare sono la povertà, le carestie, la disoccupazione, le basse retribuzioni, i disastri naturali, spesso ciclici, le guerre. Il problema dei rifugiati politici è emerso soprattutto negli ultimi anni in modo sempre più drammatico a causa dei frequenti conflitti regionali, delle guerre civili, di violazione dei più elementari diritti dell’uomo. Basti pensare alla recente guerra in Siria dagli sviluppi piuttosto complessi, alla presenza dei talebani in Afghanistan io ai vari regimi dittatoriali presenti nell’Africa subsahariana.
Le conseguenze provocate dai fenomeni migratori sono di tipo demografico, economico e sociale. Con lo spostamento da un paese all’altro, un numero elevato di individui modifica le strutture per età e per sesso sia nel paese di partenza che in quello di arrivo. Qualora ad emigrare sono soprattutto i giovani adulti di sesso maschile, come sta avvenendo recentemente in Europa, nel paese di partenza si assiste ad un processo di femminilizzazione e di invecchiamento con un conseguente aggravarsi dell’economia, , mentre in quello di arrivo fa riscontro un impatto di ringiovanimento.
Le conseguenze economiche non sono da sottovalutare perché il fenomeno crea un flusso di capitali verso le aree di partenza, costituito dalle rimesse in valuta straniera fatte dai migranti. Tali flussi costituiscono spesso l’unica fonte di sostentamento per chi è rimasto ed un’importante voce attiva nella bilancia dei pagamenti.
Dal punto di vista socioculturale l’immigrazione mette in contatto persone di cultura, razza, religione e tradizioni diverse. Questi aspetti creano gravi problemi di assimilazione che rendono difficoltoso se non inutile il processo di integrazione,m con tutti gli sforzi a carico del Paese di accoglienza.
Il fenomeno migratorio attuale è stato definito epocale ed è necessario che tutti gli stati della ricca Europa concordino nel trovare una soluzione comune.
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