Ominide 13147 punti

Il bacino del Rio delle Amazzoni è in gran parte occupato dalla piu grande foresta pluviale del mondo e politicamente risulta diviso in sette Stati: Guyana, Venezuela, Colombia, Ecuador, Peru, Bolivia e Brasile che ne comprende l'area centrale più vasta. Esso è un enorme ecosistema, esteso da ovest ad est per circa 3000 chilometri, di grande importanza ambientale, scrigno della biodiversità. Contiene più della metà delle specie vegetali e animali esistenti sul pianeta, infatti la sua importanza riguarda l'alimentazione, la medicina, (un quarto delle nostre medicine, come il chinino, anestetici, antistaminici, sono ricavate da piante presenti in questa foresta) il legname, e contribuisce persino al mantenimento dell'assetto climatico dell'intero globo.
Sappiamo che il ciclo dell'acqua e la radiazione solare fanno di questa foresta una macchina ecologica che non si ferma mai, inserita in un sistema più complesso, la Terra. Si calcola purtroppo che nel giro di poche decine di anni più di un quarto di queste specie vegetali si estingueranno, riducendo il patrimonio genetico agricolo e zootecnico a disposizione dell'uomo. La scomparsa della foresta, i cui spazi vengono utilizati per il disboscamento, per la costruzione di dighe e bacini d'acqua per scopi idroelettrici oppure per scavi di miniere soprattutto quelle legate alla ricerca dell'oro, producono effetti collaterali dannosi sull'ambiente. Lo scavo di miniere produce scorie e detriti, che vengono abbandonati sul posto, e, lentamente dilavati dalle precipitazioni atmosferiche, immettono nelle acque del bacino idrografico sostanze inquinanti (mercurio), mentre il disboscamento ha conseguenze negative sulla biodiversità. La foresta amazzonica viene costantemente monitorata dai satelliti artificiali e dagli impulsi dei satelliti si ricavano immagini computerizzate e cartematiche dell'uso del suolo e delle sue variazioni.

Hai bisogno di aiuto in Geografia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email