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Fauna italiana

Gli animali selvatici della Regione Italiana sono ridotti a poche specie. Tra i quadrupedi si annoverano, in numero esiguo, camosci e stambecchi, che abitano le dirupate montagne delle Alpi Occidentali e Centrali e, in maggior numero, il Parco Nazionale del Gran Paradiso. Si annoverano pure esemplari di lupi, sulle montagne abruzzesi e in altre località dell’Appennino Meridionale, e qualche coppia di orsi, limitatamente al Trentino e al Parco Nazionale d’Abruzzo. Si trovano ancora alcuni caprioli sulle Alpi Retiche e Trentine, in talune zone della Toscana, sulla Sila e sul Promontorio Garganico. Meno rari sono i cinghiali, che si incontrano sul versante tirrenico degli Appennini, particolarmente della Toscana, e in Sardegna. In quest’isola si trovano pure i mufloni, animali selvatici simili alle pecore. Tra i quadrupedi di più modeste dimensioni vi sono le volpi, le faine, le donnole, che si incontrano un po’ dappertutto nelle nostre campagne e costituiscono una costante insidia per gli animali da cortile. Innocui per questi ultimi, ma non sempre per le colture, sono le talpe e alcuni roditori, come le lepri, gli scoiattoli, i ghiri, i topi e i conigli selvatici; in talune zone di alta montagna si trovano le marmotte e gli ermellini, ricercati per il loro pelo pregiato. Tra gli uccelli si annoverano parecchi rapaci: falchi, poiane, avvoltoi e le ormai rarissime aquile, che nidificano sulle rupi inaccessibili delle Alpi. Nelle zone acquitrinose e nelle lagune abbondano gli uccelli acquatici. Tra i rettili di svariate apecie, tutti di piccole dimensioni, l’unico pericoloso per l’uomo è la vipera, il cui morso, se non si soccorre tempestivamente l’infortunato, può arrecare la morte.
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