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Eurolandia

Con il Trattato di Maastricht nel 1993 sono stati definiti i tempi e i modi per l’introduzione di una moneta unica per i Paesi dell’Unione: l’euro.
Dal 2002 l’euro è diventato la moneta ufficiale di scambio nei Paesi UE.
Dei 15 Paesi dell’Unione non tutti hanno adottato l’euro: Regno Unito, Danimarca e Svezia hanno scelto di rimandare l’adesione.
Un Paese aderente all’Unione può entrare a far parte della cosiddetta Eurolandia se riesce a soddisfare le seguenti condizioni:
• Il tasso di inflazione non deve superare di oltre 1,5% quello dei 3 Paesi con i livelli più bassi;
• Il tasso di interesse non deve superare di oltre il 2% quello dei 3 Paesi con la più bassa inflazione;
• I cambi devono essere stabili da almeno 2 anni;

• Il deficit annuo di bilancio non deve superare il 3% del Prodotto interno lordo;
• Il debito pubblico complessivo non deve superare il 60% del Prodotto interno lordo.
L’adempimento di queste condizioni ha richiesto ad alcuni Stati grandi sacrifici economici.
Fra i numerosi vantaggi che l’adozione della moneta unica può portare all’economia dell’Unione il più importante è la stabilità economica.
L’uso della moneta unica facilita il confronto fra i prezzi negli Stati membri e favorisce la concorrenza fra produttori a vantaggio dei consumatori.

Il controllo sull’euro è affidato alla Banca Centrale Europea (BCE).
Assieme alle banche centrali degli Stati che aderiscono all’Unione, costituisce il Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC).

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