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Emilia Romagna: Agricoltura, allevamento e pesca

L’agricoltura dell’Emilia-Romagna è molto progredita; essa assorbe l’attività della maggior parte della popolazione, che la esercita con metodi razionali e con macchine moderne, gareggiando nella tecnica con le zone più produttive della Lombardia. Emiliano-romagnolo è il primato nazionale della produzione del frumento, della barbabietola da zucchero, degli ortaggi, delle pesche, delle pere, delle susine, delle ortaggi, delle pesche, delle pere, delle susine, delle mele. Cospicua è pure la produzione dei pomodori, della canapa, del lino e dell’uva, sia da tavola sia da vino. La parte montuosa, all’infuori dei castagneti, è poco fertile e addirittura arida dove il terreno è rotto dai calanchi. Assai praticato è in genere l’allevamento del bestiame, favorito, per quanto riguarda i bovini, dall’abbondanza di foraggio e, per quanto concerne i suini, dai residui della lavorazione del latte e della barbabietola. Anche la pesca dà discreti proventi, in modo particolare quella dei cefali e delle anguille nelle Valli di Comacchio. La raccolta delle barbabietole da zucchero nella pianura emiliana. Il metodo di estrazione dello zucchero dalla barbabietola fu scoperto alla fine del 1700. Da allora la coltivazione della barbabietola da zucchero si è molto diffusa in Europa e specialmente in Italia, dove riesce assai utile all’economia nazionale e dà il massimo rendimento ai coltivatori: infatti si utilizzano anche i residui dell’estrazione dello zucchero, che vengono usati come alimento per il bestiame. Il clima della regione è continentale, ossia freddo d’inverno e caldo d’estate; solo nella zona sud-orientale risulta un po’ mitigato dalla vicinanza del Mare Adriatico, che però non può fare sentire la sua influenza più all’interno, perché, come già si è detto, è un mare poco profondo.
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