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Algeria – l’aspetto economico


L’agricoltura occupa poco meno di un quarto della popolazione attiva, e contribuisce solo in minima parte alla formazione della ricchezza nazionale. Le zone più sfruttate sono quelle costiere dove prevalgono le colture cerealicole (soprattutto del grano), la vite e i generi ortofrutticoli, fra cui frutti tropicali datteri e banane che vengono coltivati anche nelle oasi. Molto diffuse sono le colture del tabacco e del cotone. Le forme di allevamento meglio sviluppate sono quelle degli ovini e dei caprini, praticate con l’antico sistema della transumanza. Notevoli sono le risorse del sottosuolo che costituiscono la prima fonte di ricchezza del Paese. Alle abbondanti riserve di petrolio e gas naturale si aggiungono ricchi giacimenti di minerali ferrosi, manganese, fosfati, uranio e platino. L’industria algerina si è sviluppata solo di recente, in conseguenza del processo di nazionalizzazione delle imprese avviato dai governi socialisti che da anni reggono le sorti della Nazione, ma resta ancora lontana da accettabili livelli di sviluppo. L’abbondanza di risorse minerarie ha favorito lo sviluppo delle industrie estrattive e il potenziamento del settore siderurgico e petrolchimico, verso il quale si è diretta l’attenzione dei politici. Fra le industrie di tipo tradizionale sono abbastanza sviluppate quelle alimentare e tessili. Nonostante i proventi ricavati dalla vendita del petrolio, l’Algeria è un Paese ancora arretrato e fortemente indebitato con l’estero. mantiene solidi rapporti commerciali con la Francia, la Germania, il Benelux, l’Italia e gli Stati Uniti. Nel 1976 ha stretto rapporti di collaborazione economica con la UE. Le esportazioni son quasi totalmente costituite dal petrolio, dal gas naturale e, in minima parte, da prodotti alimentari. Le importazioni consistono in macchinari, materie prime e generi alimentari.
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