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Albania – l’aspetto economico


Agricoltura: Il settore primario, attività economica fondamentale del Paese, occupa il 60% circa della popolazione attiva. Le colture più diffuse nelle pianure costiere sono quelle dei cereali, in particolare frumento e mais; della frutta, delle piante industriali come la barbabietola da zucchero, il cotone, il girasole e il tabacco. In collina prevalgono invece le colture legnose della vite e dell’ulivo. Il manto boscoso copre oltre il 36% dell’intera superficie nazionale e offre una notevole quantità di legname utilizzato soprattutto dall’industria delle costruzioni.
Allevamento e pesca: Le forme di allevamento più diffuse sono quelle dei caprini e degli ovini, praticate ancora con l’antico sistema della transumanza. Buono è l’allevamento degli equini: cavalli, muli e asini. Recentemente si sono sviluppati anche l’allevamento bovino e degli animali da cortile. La pesca è discretamente sviluppata sia in mare sia nei laghi, soprattutto sul pescoso bacino di Scutari.
Sottosuolo ed energia: L’Albania dispone di buone risorse minerarie: di notevole interesse sono i depositi di cromo, nichel, rame e lignite. Tra le fonti energetiche risultano consistenti quelle di petrolio e di natura idrica.
Industria e artigianato: Nonostante lo sviluppo registratosi dal 1945 a oggi, il tessuto industriale nel suo complesso è ancora modesto. I settori più solido sono quello chimico, che produce fertilizzanti e soda caustica, e quello estrattivo, che ha giocato un ruolo rilevante nello sviluppo economico nazionale. Anche l’industria energetica si è notevolmente rinvigorita con la costruzione di impianti di raffinazione del petrolio e con il potenziamento delle centrali idroelettriche. Tra i settori tradizionali emergono quello della manifattura del tabacco e tessile. Caratteristica, a livello artigianale, è la produzione di oggetti in legno.
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