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I delta

Quando i materiali minuti trasportati in sospensione da un fiume fino alla foce sono scaricati in un mare poco profondo e con una marea poco ampia, oppure in un lago, essi si accumulano sul fondo e vengono poi ad emergere, dando luogo alla formazione di un delta. Questo viene continuamente accresciuto dal fiume mediante successivi apporti di materiale depositato in strati pressoché orizzontali. A causa della debolissima pendenza dei delta, i fiumi sui delta stessi si ramificano e creano spesso un groviglio di bracci. Col nome di delta, gli antichi Greci chiamarono la regione delle foci del Nilo perché questo fiume, con le sue due principali ramificazione e con la linea di costa disegnava una figura simile alla lettera greca delta. Se l’accumulazione delle alluvioni trasportate dai vari rami fluviali tende a creare delle digitazioni, le correnti litoranee tendono invece a smussare queste digitazioni e a collegarle mediante cordoni litoranei. Se domina l’azione delle correnti litoranee, si ha un delta sul tipo di quello del Nilo, a fronte arrotondata e con varie lagune; se, invece, predomina l’alluvionamento fluviale, si ha un delta sul tipo di quello del Mississipì, ricco di numerose lunghe digitazioni. Alcuni fiumi costruiscono con grande rapidità, accumulando quantità enormi di materiale. Il ramo sud-occidentale del Mississipì che attualmente avanza con maggiore rapidità degli altri, si allunga di un centinaio di metri all’anno. Le bocche del Po della Pila, nello spazio di30 anni hanno avanzato di oltre 1200 metri. Quelli che avanzano di più sono i delta digitiformi, mentre quelli a fronte arrotondata costruiscono con lentezza. Infatti, il delta del Nilo, in media, avanza soltanto di 4 metri all’anno. La foce a delta, ovviamente, si forma nei mari chiusi, a causa dell’alta marea che è poco significativa.
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