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Importante, per ridurre i danni, è la prevenzione del rischio sismico che tiene conto di vari parametri:
o Pericolosità sismica: probabilità che nell’area si risentano gli effetti di un terremoto
o Vulnerabilità: valutazione della debolezza di un territorio e tiene conto della resistenza degli edifici, dell’efficienza dei mezzi di soccorso
o Costi: danni provocati su persone ed edifici.
Per diminuire i costi si deve diminuire la vulnerabilità e quindi interventi preventivi sulle strutture nelle zone a rischio sismico. La sismicità di un’area si può indicare in base all’intensità e alla frequenza dei terremoti in passato. Studiando cataloghi sismici si individua la zonazione sismica o macrozonazione (aree di diversa sismicità) indicando il valore massimo della magnitudo secondo la storia sismica. In questo modo si delineano le aree a rischio sismico per poi fare interventi sulle strutture (che danneggiate potrebbero causare altri danni), creare i piani di soccorso (percorsi stradali per l’evacuazione di mezzi, aree di raccolta) e un’efficace educazione di massa. Può anche essere individuata una microzonazione (a zone ristrette) in cui si dà importanza alla struttura geologica di superficie per capire come i diversi strati risponderanno alle onde sismiche. Importante è la risposta sismica dei terreni nella progettazione urbanistica (città del Messico: terra su un vecchio lago) e per questo bisogna fare controlli sul terreno.

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