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Cipro


L’isola di Cipro è collocata nel Mar di Levante e presenta due catene montuose orientate in direzione ovest/est e ricoperte soprattutto di vegetazione tipica della macchia mediterranea. La parte meridionale è caratterizzata dalla presenza del Monte Olimpo che raggiunge i 2000 metri di altitudine.
In passato, l’isola ha fatto parte delle colonie veneziane e successivamente è stata annessa alla Turchia e più tardi è entrata a far parte dell’impero coloniale inglese per diventare una repubblica indipendente nel 1959 e fa parte dell’Unione europea e dell’area euro.

L’attuale ordinamento politico Delle colonie veneziane e tiene conto della presenza nell’isola di due gruppi etnici: i ciprioti di origine greca e i turchi, due etnia spesso in contrasto fra di loro. Il primo gruppo costituisce circa l’80% della popolazione e vorrebbero che l’isola fosse annessa alla Grecia, mentre il secondo vorrebbe che l’isola fosse spartita tra i due gruppi. Al gruppo greco-cipriota è riservata la nomina del presidente della repubblica, mentre quello turco elegge il vicepresidente. I membri del governo e del parlamento sono greci e turchi in un rapporto di 7 a 3.
La base dell’economia è costituita dall’agricoltura e dall’allevamento di ovini e di caprini. Si coltivano di preferenza, il grano, l’orzo, l’uva, le patate, gli agrumi e l’olivo. La pianura più fertile è quella su cui sorge la capitale, Nicosìa, che gravita intorno al porto di Famagosta. Le industrie manifatturiere in senso moderno, sono pressoché assenti, mentre sono sviluppate le tradizionali attività estrattive; infatti, il sottosuolo è ricco di rame, piriti, cromo ed amianto, che contribuiscono notevolmente ai ricavi derivati dalle esportazioni. Il disavanzo commerciale è attenuato anche dalla presenza di armatori e dal turismo che si è notevolmente sviluppato negli ultimi anni.
Nicosia, la capitale, può essere definita "L’ultima capitale divisa" come sta scritto su una targa apposta sulla facciata del Ledra Palace, Il Ledra Palace sorge sull’omonima via, una trafficata e molto commerciale strada della capitale della Repubblica di Cipro, e costituisce una frontiera di Stato con la repubblica turca di Cipro Nord, che dal 1983 si è autoproclamata uno Stato sovrano.
Tra il mondo greco del sud (che fa parte dell’ UE) e quello turco del nord, esiste una zona cuscinetto lunga 180 km. Se a Nicosia, tale zona-cuscinetto si assottiglia fino ad appena 3 metri, la sua estremità orientale, nelle vicinanze del mare, arriva a misurare 7 km di ampiezza; nel suo interno sono rimasti intrappolati ben quattro villaggi.
Dal 1974 la giurisdizione dell’intera area, è di competenza della Forza di Peacekeeping delle Nazioni Unite, una delle più lunghe missioni di mantenimento della pace del mondo che ormai supera i 50 anni e utilizza quasi un migliaio di caschi blu.
La barriera cipriota, chiamata anche “linea verde”, è stata disegnata in momenti diversi, con lo scopo di garantire il rispetto del cessate-il-fuoco ed evitare che le violenze fra le due etnie portassero a una guerra civile. Invece, con l’invasione turca dell’isola nell’estate 1974, la zona cuscinetto ha finito per diventare la frontiera tra il territorio cipriota amministrato dal governo riconosciuto internazionalmente e quello amministrato dalla comunità turca e riconosciuto solo da Ankara, ma non dalla comunità internazionale.
È una situazione molto simile a quella che si è verificata anni prima nella Germania dell’Est, con un’importante differenza: le recinzioni, le torri d’avvistamento, il filo spinato e i sacchi di sabbia che tagliano in due Nicosia non servono a “contenere” le popolazioni ed evitarne la fuga, ma a far sì che il contatto tra greco-ciprioti e turco-ciprioti possa dare origine a nuovi focolai di violenze.
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